Dpcm, bar e ristoranti: “Ci hanno levato l’ossigeno del lavoro”

I bar, i ristoranti e i fornitori alimentari dopo l’ultimo Dpcm, tra chiusura anticipata alle 18 e diminuzione della clientela all’ora di pranzo per lo smart working. Ristoratori, baristi e un pastaio artigianale che forniva i ristoranti e i catering raccontano le difficoltà del settore.

“La chiusura alle 18 per noi vuol dire abbassare di parecchio il fatturato”, spiega Hysen Ajdini uno dei tre soci del ristorante le Tre Posate, “con lo smart working il fatturato è diminuito del 70%. Ancora non ci è chiaro se ci aiuteranno o ci lasceranno allo sbaraglio”.

Lavoravano dalle 7 di mattina alle 3 di notte nella Caffetteria University. “Il nostro lavoro è calato sensibilimente, il lavoro è minimo abbiamo perso i lavoratori, gli studenti universitari e il lavoro dopo cena come gelateria e all’ora dell’aperitivo”, spiega Raffaele Peluso, barista.

Il laboratorio del Pastificio Serafino che lavora la pasta fresca è chiuso all’ora di pranzo a causa della mancanza di richieste. “Forniamo al 65% dei ristoranti fiorentini e ai catering che in questo momento sono spariti”, racconta Giulio Cosi, “abbiamo un attaccamento familiare a quest’azienda, la porteremo avanti con tutte le nostre forze. È vero anche che se non ci danno gli strumenti per sostenere l’azienda dovremmo farci i conti”

 

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