🎧 Dal servizio ‘ Pronto soccorso sociale’, in Toscana 1315 interventi nel 2021

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🎧 Dal servizio ' Pronto soccorso sociale', in Toscana 1315 interventi nel 2021
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Sono i dati emersi dal convegno nazionale all’Istituto degli Innocenti di Firenze, organizzato da Regione e Anci Toscana e dal titolo ‘Servizio emergenza urgenza e pronto intervento sociale’.

Nei primi tre anni di sperimentazione, dal 2018 al 2021, il servizio di emergenza urgenza sociale (Seus) e pronto intervento sociale ha ricevuto in Toscana 3793 segnalazioni, di cui 1315 nel solo 2021. Sono i dati emersi dal convegno nazionale all’Istituto degli Innocenti di Firenze, organizzato da Regione e Anci Toscana e dal titolo ‘Servizio emergenza urgenza e pronto intervento sociale’.

Il Seus entra in funzione quando è in atto una grave emergenza sociale, come episodi di violenza e maltrattamento di donne o di persone anziane, manifestazioni di grave malessere in ragazzi e adolescenti, atti di bullismo. I dati sono in costante aumento, è stato spiegato, anche perché nel frattempo si è proceduto ad estendere il servizio: nel 2018 gli interventi sono stati 697, poi saliti a 951 nel 2019, a 830 nel 2020, fino ad arrivare agli oltre 1300 dell’anno scorso.

Il servizio di emergenza urgenza, nel 2021, è stato attivato a seguito di criticità legate a gravi conflittualità familiare (396 casi), povertà (313), non autosufficienza o disabilità (270), codice rosa e dunque violenza di genere, abusi e sfruttamento sessuale (248), minori esposti a grave rischio (65) e situazioni di emergenza ambientale o calamità (17). Gran parte delle richieste di intervento sono giunte da ospedali e pronto soccorso (475 nel 2021, 1257 negli ultimi tre anni), servizi sociali territoriali (319 nel 2021, 1232 nel triennio), forze dell’ordine e polizia municipale (353 nell’ultimo anno, 817 nel triennio).

“I dati sul settore in emergenza sono in aumento – ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali Serena Spinelli -. Questo anche perché, nel corso degli anni, abbiamo esteso il servizio. Poi è ovvio che la pandemia ha portato ad una crescita degli interventi e avremo molto lavoro da fare. Il nostro obiettivo è ora di portare il servizio su tutta la Toscana, ma per fare questo è necessario una formazione adeguata”.

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