Credito fiorentino, Denis Verdini condannato a 6 anni e 10 mesi in appello

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Verdini è stato condannato per il crack della Banca Credito cooperativo fiorentino di cui è stato presidente.

Denis Verdini è stato condannato a 6 anni e 10 mesi al processo d’appello a Firenze per il crack della Banca Credito cooperativo fiorentino di cui è stato presidente.

La corte ha ridotto la pena inflitta in primo grado, che era stata di nove anni. Riduzioni anche per gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, condannati oggi a 5 anni e 10 mesi ciascuno.
La Corte d’appello di Firenze ha inoltre accolto patteggiamenti per l’ex dg Pietro Italo Biagini a 3 anni e 10 mesi (in primo grado aveva avuto 6 anni per bancarotta fraudolenta) e per numerosi membri del cda e del collegio dei revisori dei conti a 1 anno e 8 mesi.

“Non è vero che volevo far fallire la banca – ha detto l’ex senatore con voce rotta dalla commozione – io ho dato tutto per quella banca”.

Denis Verdini in lacrime il 29 giugno nell’aula del tribunale di Firenze dove era in corso il processo di appello per il crac dell’ex credito cooperativo fiorentino. Al termine delle arringhe dei suoi legali Verdini ha preso la parola per rilasciare dichiarazioni spontanee, ma l’emozione lo ha tradito costringendolo a scusarsi coi giudici e a interrompersi per riprendere il filo del suo intervento. “Non è vero che volevo far fallire la banca – ha detto con voce rotta dalla commozione – io ho dato tutto per quella banca”.
La gestione dell’ex Ccf quale è stata dipinta dall’accusa nel corso del processo, ha affermato Verdini, “nega la storia di una comunità, che ho creato con forza, passione e dedizione. Ho preso le ceneri di una piccola banca e l’ho fatta sviluppare, trasformandola in una comunità”.

Verdini ha quindi sottolineato, con amarezza, come “persone con cui sono nato e cresciuto, e che sono morte prematuramente, in questo processo sono state sbatacchiate dagli eventi”. Nel corso dell’udienza, in difesa di Verdini hanno parlato gli avvocati Ester Molinaro e Franco Coppi, che hanno chiesto per lui la piena assoluzione da tutti i fatti contestati.

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