Corteo a Firenze per ricordare Mahsa Amini, ammazzata quattro anni fa a Teheran per la mancata osservanza della legge sull’obbligo del velo, e per chiedere all’Occidente di aumentare la pressione sulla Repubblica islamica dell’Iran per stoppare le esecuzioni.
“Siamo in 500 – dice Aysan Ahmadi, attivista politica iraniana che da tempo vive a Firenze – รจ una delle manifestazioni piรน partecipate. Lungo il corteo, partito da Santa Maria Novella, cartelli con il volto di Reza Pahlavi e della campagna ‘Last breath’, cori ‘viva l’Iran,
viva lo sciร ’, bandiere iraniane e israeliane.ย ย ย ย “Oggi – prosegue – in tante cittร del mondo gli iraniani fatto questa manifestazione non solo per ricordare Mahsa Amini, ma per tenere alta l’attenzione sulle tantissime persone in fila, in attesa dell’esecuzione della condanna a morte. Le esecuzioni vanno avanti, non si sono fermate l’8 e il 9 gennaio quando sono state ammazzate in due giorni migliaia di persone”.
L’appello dei manifestanti, che sono poi arrivati in piazza Sant’Ambrogio dove si sono svolti gli interventi conclusivi, รจ rivolto non soltanto all’Italia: “Chiediamo a tutti i governi occidentali di fare qualcosa affinchรฉ si fermino le esecuzioni – insiste Aysan Ahmadi -. Lo chiediamo agli Stati Uniti, all’Unione europea. Quando hanno ammazzato Khamenei il popolo iraniano ha urlato dalla gioia, purtroppo perรฒ la Repubblica islamica รจ ancora viva. Un esempio รจ quello della blogger ‘Sevda’ di 33 anni che รจ stata condannata a morte semplicemente per aver mandato a dei giornali internazionali delle foto di quando gli americani e gli israeliani avevano attaccato l’Iran e di quando era stato ucciso Khamenei”.
