Mer 21 Feb 2024

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Corruzione: 3 arresti a Firenze, interdetto funzionario pubblico

Tre imprenditori arrestati, interdetto un funzionario pubblico in servizio nella sede fiorentina del Provveditorato regionale alle opere pubbliche, tutti indagati, tra l’altro, per corruzione.

Gli sviluppi di un’inchiesta, condotta da guardia di finanza e procura di Firenze, che a fine 2016 aveva portato al’arresto di un altro funzionario pubblico e del legale rappresentante di un’azienda edile fiorentina, hanno portato all’arresto, uno in carcere e due ai domiciliari, di 3 imprenditori e interdetto un funzionario pubblico.
Le misure sono state disposte in esecuzione di misure cautelari emesse dal gip di Firenze Paola Belsito. I provvedimenti di interdizione sono stati disposti per 8 mesi. Nell’inchiesta, coordinata dai pm Luca Turco e Christine Von Borries, indagato un altro funzionario del provveditorato regionale alle opere pubbliche: nei sui riguardi il gip si è riservato sull’applicazione della misura interdittiva all’esito dell’interrogatorio.
Rifacimento della facciata dell’Agenzia delle dogane di Livorno, ripristino di locali della casa circondariale di Massa, sostituzione degli infissi all’Agenzia della dogane di Marina di Carrara (Carrara), messa a norma delle scale e dei bagni della casa di reclusione di San Gimignano (Siena), ripristino dell’impianto antincendio del carcere di Empoli (Firenze) e di quello di condizionamento della Corte dei Conti di Firenze, realizzazione dei sistemi di aerazione nell’ex opg di Montelupo Fiorentino. Sono alcuni dei lavori finiti al centro dell’inchiesta della Gdf che oggi ha portato all’arresto per corruzione di tre imprenditori, tutti residenti nel Fiorentino.
Le indagini, ipotizzano il pagamento di tangenti e la concessioni di favori in cambio dell’affidamento pilotato di appalti, che in alcuni casi venivano anche assegnati in modo diretto adducendo falsi motivi di urgenza. In particolare, il dipendente pubblico, di 60 anni, è accusato di aver ricevuto una tangente di 500 euro. Avrebbe avuto la somma da uno degli imprenditori finiti ai domiciliari, per il tramite di Francesco Saverio Marino, funzionario tecnico del suo stesso ufficio, arrestato il 3 novembre 2016 dalla finanza mentre riceveva una mazzetta dall’imprenditore fiorentino Stefano Fani.
Marino è coinvolto nella maggior parte degli episodi di corruzione contestati agli imprenditori arrestati oggi. Avrebbe ricevuto due tangenti da 2.500 e 5mila euro, oltre a favori di vario tipo, tra cui l’installazione dell’aria condizionata nella sua abitazione, lavori di falegnameria, sponsorizzazioni per la squadra di basket di cui era presidente e regali per il matrimonio del figlio.

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