Coronavirus: “Trattare una malattia come una guerra è un modo per renderci più docili ed ubbidienti”

Michela Ponzani

Coronavirus: “Trattare una malattia come una guerra è un modo per renderci più docili ed ubbidienti”
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Intervista con la strorica e conduttrice TV MICHELA PONZANI

“Tra l’11 giugno 1940 e il primo maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più”. Continua la narrazione del siamo in guerra, questa volta da parte del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. Dopo la chiamata di Antonio Scurati, un mese fa sul Corriere, alla riscoperta di un comune destino, mi pare che la chiamata alla trincea sia completa. Forse perché trattare una malattia come una guerra può rendere tutti più docili, più vittime e più ubbidienti? Quando si comincerà a trattare la pandemia come un’emergenza sanitaria, come un problema sociale, culturale e di emarginazione?”

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