Coronavirus: Nardella, ingiuste misure Usa verso l’Italia

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Il Consolato Usa a Firenze

“Le misure degli Usa contro il nostro Paese mi lasciano molto perplesso e le trovo sinceramente ingiuste”. Lo afferma il sindaco di Firenze Dario Nardella riferendosi alla decisione degli Stati Uniti di elevare l’allerta nei confronti dell’Italia al livello 3, come già accaduto per la Corea del Sud, per l’emergenza Coronavirus, raccomandando ai cittadini americani di riconsiderare tutti i viaggi verso il nostro Paese, evitando quelli che non sono strettamente necessari.

Per Nardella questa decisione è “un’altra mazzata” per l’Italia “che ci lascia del tutto stupiti. Credo che le autorità statunitensi debbano considerare che il numero di contagi in Italia è proporzionale al numero di test, come gli altri paesi europei che dichiarano meno contagi perché hanno fatto meno tamponi. Quindi non c’è un ‘caso Italia’ siamo in realtà nelle stesse condizioni degli altri paesi europei”.

“Chiedo a tutte le imprese americane che lavorano a Firenze con le quali abbiamo un rapporto straordinario e a tutti i cittadini americani che conoscono e amano Firenze – conclude Nardella, di aiutarci a spiegare la verità e appellarsi all’ambasciatore Usa a Roma per far rientrare la misura restrittiva sui viaggi in Italia. L’amicizia tra Usa e Italia, e
Firenze in particolare, è così forte e antica da non poter passare in secondo piano rispetto a queste decisioni”.

“Dopo la lettera inviata alle università americane scriveremo anche al Consolato degli Usa a
Firenze perché rappresenti al governo e a tutti gli americani, che da sempre amano la nostra città, che Firenze e la Toscana sono un territorio sicuro, anche grazie al lavoro delle autorità sanitarie”. Lo ha affermato Cecilia Del Re, assessore al turismo del Comune di Firenze, a proposito dell’inserimento da parte degli Stati Uniti dell’Italia nella lista dei paesi dove è sconsigliato andare, a causa dell’allarme Coronavirus.
“Tanti studenti americani – ha osservato Del Re – sono rimasti in città nonostante i richiami al rientro, e confidiamo che facendo arrivare le giuste informazioni anche i cittadini statunitensi, che sono il primo mercato di riferimento del nostro territorio, non rinuncino a venire a Firenze e in Toscana dove tutto è aperto e pronto ad accogliere chiunque voglia godere della bellezza dei nostri tesori”. L’assessore ha accolto favorevolmente le prime misure del Consiglio dei ministri per il turismo, “ma chiediamo al Governo e all’Europa – ha aggiunto – che ne seguano altre: continuiamo a chiedere un fondo di garanzia delle banche italiane; la sospensione delle rate dei mutui sugli investimenti in corso; la cassa integrazione per il settore del turismo, da introdursi poi con carattere strutturale; la deroga al patto di stabilità europeo per il 2020 per l’Italia e altri Paesi colpiti dalla crisi”.

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