Comuni, forze sindacali e Anpi del Chianti firmano la prima Carta antifascista della Toscana

Carta antifascista comuni Chianti

I sindaci: “non concederemo spazi pubblici per iniziative che promuovono la storia fascista, destineremo i beni confiscati alla mafia a finalità sociali, trasmetteremo i valori della Resistenza nelle scuole”. INTERVISTA CON IL SINDACO DI BARBERINO TAVARNELLE DAVID BARONCELLI

Una nuova rete, composta da cinque Comuni di area fiorentina (Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Greve inChianti, Impruneta e San Casciano Val di Pesa), dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del Chianti e dalle sezioni Anpi di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Impruneta, Mercatale, che elabora e firma la prima Carta antifascista della Toscana. Una summa di obiettivi e interventi volti a contrastare la discriminazione contemplata in tutte le sue forme, sociale, economica, legata alla razza e al genere, e ad attuare forme di mobilitazione contro la violenza sulle donne, le molestie e le violenze in ambito lavorativo. Il documento, inedito a livello regionale, impegna i soggetti firmatari alla realizzazione di una serie di azioni concrete e non solo simboliche, istituzionali e sindacali, tese ad affermare i valori della pace, dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale. La firma della Carta è avvenuta nella sala consiliare del Palazzo comunale di San Casciano.

Sarà negato l’utilizzo di spazi pubblici ai soggetti che organizzano iniziative che richiamano la storia fascista. E’ questo uno dei punti più significativi che accomuna la volontà istituzionale. Le amministrazioni chiantigiane assumono l’impegno a non concedere sedi comunali per lo svolgimento di eventi che si legano alle vicende e alla dimensione fascista e chiederanno ai Prefetti di agire in modo analogo, nel rispetto di quanto previsto dalla Carta costituzionale. Altro obiettivo dei Comuni è la diffusione dei contenuti della Costituzione Italiana negli uffici comunali, che saranno dotati di una copia del documento affinché venga reso visibile. I sindaci agiranno inoltre allo scopo di destinare i beni confiscati alla mafia a finalità e interventi di carattere sociale e si attiveranno per organizzare nelle scuole percorsi educativi e cicli di incontri con il supporto di testimoni diretti, studiosi ed esperti del periodo storico del secondo conflitto mondiale. Le organizzazioni sindacali faranno la loro parte diffondendo i contenuti della Costituzione, i principi antirazzisti e antifascisti nei luoghi di lavoro e nelle attività produttive del territorio, oltre a promuovere ed allestire momenti formativi ed informativi sulla storia della Resistenza. In questo quadro il lavoro delle sezioni Anpi sarà incentrato sulla tutela e il rispetto dei principi costituzionali ed in particolare sull’incontro con le nuove generazioni e la collaborazione con le istituzioni scolastiche nell’intento comune di sviluppare il senso civico necessario alla costruzione di una società libera e democratica.

Il documento ispiratore dell’accordo è la Costituzione Italiana e la tutela di quei diritti umani inalienabili, il diritto all’Istruzione, la libertà di informazione, la libertà di stampa, principi che garantiscono dignità, libertà, democrazia. Valori che sono radicati nel Chianti, come dimostra il contributo che questo territorio ha dato alla lotta di liberazione partigiana, e che devono essere alla base dell’azione legislativa e amministrativa. “Con la sottoscrizione della Carta antifascista, documento che ci vede ancora una volta fondere ideali e azioni – dichiarano i sindaci Paolo Sottani, Roberto Ciappi, David Baroncelli, Francesco Casini, Alessio Calamandrei – ci poniamo l’obiettivo di difendere la cultura dell’inclusione, a promuovere forme di solidarietà nei confronti dei più deboli, nel rispetto della Carta costituzionale e della Dichiarazione dei Diritti Umani. Impiegheremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per rimuovere ciò che non appartiene alla nostra storia e alla nostra dimensione libera e democratica, come l’odio, la violenza, il sessismo, l’omofobia, la discriminazione. Rimuoveremo ogni ostacolo che impedisca l’uguaglianza dei cittadini e dei lavoratori, ripudieremo ogni forma di provocazione che violi la libertà di pensiero, di religione e di orientamento sessuale”.

“I valori democratici e antifascisti sono oggi più che mai attuali e da difendere così come il nostro impegno quotidiano nei luoghi di lavoro nei territori – commentano Laura Scalia, coordinatrice CGIL del Chianti, Giovanni Ronchi CISL Fi e PO, Paola Vecchiarino UIL Firenze – l’intento è far attuare la costituzione e i valori in essa contenuti anche nella nostra azione sindacale, come del resto da sempre il movimento dei lavoratori  nella resistenza contro gli oppressori ha contribuito a costruire la libertà e il riconoscimento della democrazia, a partire dal rispetto dei diritti dei lavoratori per un lavoro di qualità e rispettoso della dignità delle persone”.

Le Sezioni territoriali dell’ANPI operano per garantire la continuità ideale ed etica dei valori di cui è impregnata la Resistenza e ne consentì la vittoria morale e materiale contro il nazifascismo. “Tali valori, libertà, uguaglianza, solidarietà, pace, furono distillati nel patto fondativo della nostra democrazia – aggiungono i rappresentanti delle sezioni Anpi Gigi Remaschi per Bagno a Ripoli, Silvana Nutini per Mercatale, Adelmo Franceschini per Barberino Tavarnelle, Chiara Senatori per Impruneta – l’ANPI ne è erede e motore attivo, consapevole che essi siano; oggi ancora di più, saldo baluardo ed efficace vaccino contro ogni forma di rinascente fascismo. A tale scopo, nelle nostre comunità l’ANPI lavora per realizzare obiettivi di memoria legati alle situazioni reali odierne in cui vengono violati i diritti essenziali delle persone. In particolare la priorità dell’impegno è rivolta alle giovani generazioni e ai soggetti più deboli della società”. Tante saranno le iniziative che, a partire dal 2020, saranno organizzate e realizzate con l’impegno di diffondere i contenuti e gli obiettivi della Carta antifascista.

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