Controradio Streaming
Ven 4 Set 2026
HomeToscanaCronacaCarceri in Toscana, allarme per Sollicciano e Pisa: "Condizioni indegne"

Carceri in Toscana, allarme per Sollicciano e Pisa: “Condizioni indegne”

Gianassi chiede 50 milioni per la riqualificazione del carcere fiorentino di Sollicciano. Nardella: «Va demolito e ricostruito». A Pisa Antigone denuncia sovraffollamento, degrado e cimici da letto.

«Sollicciano è un buco nero, ma può diventare anche un’operazione di grande rinascita se tutte le istituzioni si uniscono». È l’appello lanciato dal deputato Pd e segretario fiorentino Federico Gianassi durante una visita al carcere organizzata dai Giovani democratici della Toscana. Gianassi torna a chiedere al ministro della Giustizia Carlo Nordio di intervenire e di visitare personalmente l’istituto: «Deve metterci la faccia e venire a Sollicciano».

Il deputato ricorda l’atto approvato dalla Camera che chiede un investimento di 50 milioni di euro per una riqualificazione globale del carcere fiorentino e sottolinea la gravità della situazione, anche alla luce dei provvedimenti della magistratura sulle strutture dell’istituto.

Alla visita erano presenti anche l’europarlamentare Dario Nardella e il segretario dei Gd Toscana Bernardo Taddei. Nardella, ex sindaco di Firenze, sostiene che Sollicciano debba essere «completamente demolito e ricostruito» secondo criteri moderni, con maggiore attenzione alla rieducazione, alla formazione e al lavoro dei detenuti. L’europarlamentare ha inoltre annunciato una richiesta al Parlamento europeo per aggiornare lo studio sulla situazione carceraria in Europa, con particolare riferimento all’Italia.

Intanto, l’allarme riguarda anche il carcere Don Bosco di Pisa. Dopo una visita nella struttura, il presidente di Antigone Toscana Enrico Vincenzini ha definito «indegne» le condizioni nelle sezioni maschili, denunciando servizi igienici a vista, infiltrazioni, sporcizia e una presenza di cimici da letto che, secondo l’associazione, dura da mesi.

Il problema è aggravato dal sovraffollamento: al momento della visita erano presenti 279 detenuti a fronte di 190 posti regolamentari. Particolarmente critica, secondo Antigone, la situazione nella sezione Sai, destinata alle persone con maggiori esigenze sanitarie, dove le condizioni descritte dall’associazione coinvolgerebbero anche detenuti con gravi patologie, problemi psichiatrici e disabilità.

Sollicciano e Don Bosco riportano così al centro dell’attenzione la situazione delle carceri in Toscana, tra sovraffollamento, condizioni strutturali e necessità di garantire ai detenuti condizioni dignitose e concrete possibilità di rieducazione.