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Mar 20 Gen 2026
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ToscanaCronacaCaprese Michelangelo, bimbi allontanati dalla setta: "Qui non è Italia"

Caprese Michelangelo, bimbi allontanati dalla setta: “Qui non è Italia”

Tribunale minori Firenze dispone ricovero in comunità per mancanza vaccini, scuola e socializzazione; genitori oppongono resistenza al blitz dei Carabinieri.

Caprese Michelangelo (Arezzo). Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha disposto l’allontanamento di due fratellini di 9 e 4 anni da Harald, altoatesino originario di Bolzano, e Nadia, bielorussa, adepti della setta “Noi è, io sono” (nota anche come “Uomo vivo donna viva”). I piccoli, cresciuti in un casale isolato a La Creta senza pediatra, vaccini, esami di istruzione parentale né contatti con coetanei, sono stati trasferiti in una comunità protetta dove la madre può visitarli.​ La famiglia, fuggita da Brunico due anni fa per timore di provvedimenti simili, viveva in un casale ristrutturato con videosorveglianza, cancello e comfort, ma privo di medico di famiglia e socializzazione esterna al nucleo e alla setta, filiazione italiana del gruppo americano “One People” che rifiuta l’autorità statale, autoproducendo documenti come “Universal pass” e firmando ricorsi con impronte di sangue.​ Il 16 ottobre i carabinieri di Sansepolcro, con assistenti sociali dell’Unione Valtiberina, hanno eseguito il decreto: i genitori si sono rifiutati di firmare, Harald ha detto al figlio maggiore via walkie-talkie “Preparati a reagire” e proclamato il casale “zona extraterritoriale protetta da Russia e Bielorussia”. Temendo degenerazioni dopo l’attacco veronese a militari, le forze sono entrate dal cancello e dal bosco; il bimbo grande ha collaborato, il piccolo ha pianto, ripreso dalle telecamere usate poi da “Fuori dal coro” e “La Verità” per denunciare una “seconda famiglia nel bosco” come Palmoli.​ La sindaca Marilda Brogialdi conferma conoscenza della vicenda ma nega coinvolgimento: “Il padre l’ho visto una volta, era particolare”. La setta si mobilita online per riunire la famiglia; un ricorso firmato col sangue è in corso. La vicenda, diversa da Palmoli per contesto settario e rischi educativi-sanitari, evidenzia tensioni tra istruzione parentale estrema e tutela minorile.