Campi Bisenzio, si rifiutano di lavorare a Pasquetta e vengono licenziati: azienda sospesa

Cambi Bisenzio
Immagine presa da profilo facebook del sindaco Fossi

Campi Bisenzio – A renderlo noto è l’Ispettorato del lavoro, dopo i controlli effettuati ieri nella ditta da ispettori e carabinieri.

E’ stata sospesa l’attività dell’azienda di Campi Bisenzio (Firenze) che, secondo quanto denunciato da un’organizzazione sindacale, avrebbe licenziato 5 lavoratori di origini pakistane che si erano rifiutati di effettuare turni di dodici ore e di lavorare il giorno di Pasquetta.

“Al momento dell’accesso ispettivo, sono stati trovati, intenti alle macchine da cucire e alle macchine stiratrici, 13 lavoratori, tutti di nazionalità cinese; di questi, 6 sono risultati occupati totalmente in nero, in assenza di preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro”. Così nei confronti dell’azienda di Campi Bisenzio (Firenze) è stato adottato il provvedimento di sospensione per lavoro irregolare.

In particolare, spiega una nota dell’Ispettorato del Lavoro, due dei lavoratori “erano in possesso del solo passaporto ed erano privi di titolo valido per lo svolgimento di attività lavorativa sul territorio italiano, mentre per altri due è stata prodotta documentazione relativa alla procedura di emersione per lavoro domestico, avviata da un datore di lavoro diverso da quello ispezionato”. Sono in corso ulteriori accertamenti.

Il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, appresa la notizia ha scritto su Facebook, “Una buona notizia, che mostra la forza della collaborazione tra istituzioni”. Poi pubblica un comunicato congiunto con l’assessora al lavoro della Regione Toscana,  Alessandra Nardini. “Ringraziamo il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il ministro Andrea Orlando, che abbiamo informato subito, appena emerse le prime notizie, ed ha attivato immediatamente l’Ispettorato del lavoro per le verifiche. A questo proposito vogliamo appunto ringraziare anche l’Ispettorato nazionale del lavoro per l’importante attività che sta svolgendo”.

“Quanto emerge dalle verifiche dell’Ispettorato e dei Carabinieri – proseguono Nardini e Fossi – è estremamente grave e preoccupante. La Toscana è da sempre in prima linea contro ogni forma di sfruttamento lavorativo, impegnata nel promuovere e difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Non ci può essere spazio per situazioni come questa, profondamente lesiva della dignità di donne e uomini. Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi degli accertamenti, anche in coerenza con il lavoro che a livello regionale, insieme ai territori – concludono -, si sta portando avanti proprio sulla prevenzione e il contrasto dei fenomeni di sfruttamento”.

 

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