Camere: Nardella, Salvini e Di Maio presidenti? Plausibile 

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, in un’intervista rilasciata a Radio Rai 1, durante ‘Gioco a Premier’, ha parlato dell’ipotesi di Salvini e Di Maio presidenti delle due camere. Il sindaco ha anche sottolineato che la sinistra al governo ha tralasciato la politica del territorio, soprattutto al sud.

L’ ipotesi di Salvini e Di Maio presidenti delle Camere “a me sembra plausibile: hanno alcuni punti in contatto su molte questioni, prima tra tutte l’atteggiamento scettico verso l’Europa, soprattutto verso l’euro, ed anche altre proposte”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella a Radio Rai 1, durante ‘Gioco a Premier’. Per le presidenze delle Camere, ha aggiunto, “dalla elezione di Carlo Scognamiglio in poi è completamente cambiata la prassi: non sono più di garanzia, ma espressione delle maggioranze. Da allora, l’elezione di queste due cariche è sempre stata l’anticamera della formazione di una maggioranza di governo. A oggi questa passi mi pare non sia cambiata. Sono dunque i due leader del momento, ovvero Di Maio e Salvini, a dare le carte e quindi a portare la responsabilità dell’individuazione di una maggioranza in Parlamento che possa sostenere il Governo”.
Parlando poi di Grillo, Nardella ha spiegato di ritenere che “ora dovrà occuparsi del governo dell’Italia: vedremo se riuscirà a fare qualcosa di concreto rispetto a tutto quello che il Movimento ha promesso”. E rispetto all’idea secondo cui il Pd debba stare all’opposizione, il sindaco ha detto che farlo “non vuol dire nè stare sull’Aventino, nè stare a guardare. Il ruolo dell’opposizione è un ruolo di responsabilità, sopratutto se lo vuoi fare in modo intelligente, in modo costruttivo. L’opposizione è fondamentale, e io credo che di fronte al risultato elettorale il Pd abbia questa opzione come scelta primaria”.

 

Il sindaco fiorentino ha aggiunto: “Sono state fatte tante riforme, tante cose buone dal governo, ma questa dimensione della politica sul territorio a volte l’abbiamo dimenticata, specialmente nel Sud: ma non è una responsabilità di questi tre anni, è un problema che la sinistra si trascina da 15 anni, non si formano più gruppi dirigenti nel Sud, non si va più dai giovani, abbiamo appaltato spesso ai signori delle preferenze la gestione delle grandi questioni politiche, e così non funziona più. Oggi vado a trovare un signore di 51 anni, un nostro cittadino, che qualche giorno fa è stato rapinato in pieno giorno in un sottopasso di piazza delle Cure, una piazza delle nostra città. Da questo credo si debba ricominciare. Da questioni che riguardano la quotidianità dei cittadini: dobbiamo ricominciare dalla politica vista con gli occhi del cittadino comune che ha urgenze semplici ed è stufo di vedere la politica che litiga, le formule, le grandi questioni astratte”.

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