Auto, mesi per le consegne, prezzi alle stelle: concessionari chiedono aiuto al Governo

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Foto Controradio

 Auto nuove che vengono consegnate con il contagocce, auto usate ormai quasi introvabili, prezzi in salita. Confartigianato: “Il governo incentivi il settore diminuendo l’Iva o aumentando la detrazione fiscale”

La crisi del mercato automobilistico investe i concessionari e i rivenditori fiorentini, secondo un’indagine interna condotta da Confartigianato Imprese Firenze. A metterli in difficoltà è il rincaro di alcune materie prime e la carenza di componenti elettronici. La conseguenza è un ritardo nella produzione e quindi nella consegna dei veicoli. Risultato: auto nuove che vengono consegnate con il contagocce, auto usate ormai quasi introvabili, prezzi in salita, clienti in attesa o che rinunciano all’acquisto, incassi rinviati o addirittura annullati.

In pratica chi ordina un’auto ora rischia di vedersela consegnare non prima dell’anno prossimo, anche tra 200 giorni. La domanda di nuovi acquisti è positiva, ma pochi ordini si stanno trasformando in vendite effettive.

“Lo slittamento delle consegne crea disagi a concessionari e rivenditori che vedono calare drasticamente le entrate, a volte sono costretti a restituire le caparre versate e a utilizzare le auto di cortesia per venire incontro ai clienti in attesa, e non sanno come far quadrare i bilanci 2021. Anche le macchine usate scarseggiano, aggravando ulteriormente il quadro” denuncia Confartigianato.

“Dopo un inizio 2020 nero, il settore aveva iniziato a crescere di nuovo, la crisi della produzione della componentistica elettronica rischia di dare l’ennesimo colpo a rivenditori e concessionari” commenta Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze. “La crisi è livello internazionale, ma anche il governo potrebbe incentivare maggiormente il settore per esempio con la diminuzione dell’Iva o l’aumento della detrazione fiscale per chi, privati o ditte, acquista un’auto”.

 

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Gianni
Gianni
2 mesi fa

Ma questi cosa dicono. Il problema è la mancanza di offerta non di domanda. Quindi gli incentivi non servono .Anzi sono dannosi