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Mar 7 Apr 2026
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ToscanaCronacaAstori, 'Galanti condannato perché fabbricò referto falso'

Astori, ‘Galanti condannato perché fabbricò referto falso’

La motivazione della sentenza del tribunale di Firenze che condannò il 13 giugno 2025 il professor Galanti a 1 anno per falso ideologico e, per lo stesso reato, a otto mesi due medici del reparto per la vicenda della morte del calciatore della Fiorentina Davide Astori.

Nella vicenda della morte del calciatore della Fiorentina Davide Astori, l’ex direttore della Medicina sportiva di Careggi, Giorgio Galanti, “nonostante fosse già sotto l’attenzione dell’autorità giudiziaria, non ha esitato a fabbricare un documento falso per addurre elementi a suo favore coinvolgendo nella realizzazione di una condotta penalmente illecita i due impiegati apicali del reparto di Medicina dello Sport dell’Azienda Ospedaliera di Careggi”. Lo riporta la motivazione della sentenza del tribunale di Firenze che condannò il 13 giugno 2025 il professor Galanti a 1 anno per falso ideologico e, per lo stesso reato, a otto mesi due medici del reparto, ossia la dottoressa Loira Toncelli e il professore Pietro Amedeo Modesti, questo accusato anche del reato di ‘distruzione di atto vero’. “Si ritiene provato oltre ogni ragionevole dubbio il dolo di Galanti” per aver concorso con la dottoressa Toncelli “nel 2019, alla realizzazione di un documento con valutazione positiva dei dati Strain di Astori, retrodatato falsamente al 2017, in modo da apportare un elemento in più a suo favore nel processo per la morte dell’atleta”. Galanti, secondo il tribunale di Firenze, chiese alla dottoressa Toncelli di “redigere materialmente il documento relativo allo Strain di Astori”. L’ormai ex direttore della Medicina sportiva, si legge ancora, “aveva con lei un accordo rispetto all’inserimento della data controversa”. Secondo i giudici di Firenze, il documento redatto da Toncelli, “è senza dubbio un atto pubblico ma privo del carattere fidefacente, mancando una disposizione normativa, a qualsiasi rango giuridico, anche appartenente all’ordinamento interno dell’Amministrazione Ospedaliera, che riconosca fede privilegiata a una valutazione di parametri sanitari di un certo paziente”. Galanti e la dottoressa Toncelli avrebbero falsificato la data di un certificato medico, facendolo risalire alla data del 10 luglio 2017, giorno in cui Astori fu sottoposto a una visita medica per l’attività agonistica. Astori morì il 4 marzo 2018 a Udine nella sua camera di albergo che occupava mentre era in trasferta nel ritiro prepartita con la squadra viola. Le difese fanno ricorso alla corte di appello. “La sentenza è stata appellata quindi la decisione non è definitiva – spiega il difensore del professor Galanti, avvocato Sigfrido Fenyes – Siamo in una fase in cui deve esser rispettato il principio costituzionale della presunzione di innocenza. La vicenda riguarda l’apposizione di una data non su un certificato fidefacente, come riconosciuto dallo stesso tribunale, ma su una semplice attestazione di lettura di un esame effettivamente svolto in precedenza. Esame immodificabile e leggibile in qualsiasi tempo e non suscettibile di alterazione o di diversa interpretazione. Tutto il materiale probatorio dimostra che non vi è stato alcun accordo al fine di redigere un falso tra il professore Galanti e chi quella data effettivamente appose”. La condanna per falso ideologico nasce da una seconda inchiesta scaturita sulle mosse difensive di Galanti già coinvolto nel primo procedimento per omicidio colposo. Galanti infatti è già condannato in via definitiva a 1 anno per omicidio colposo per la morte del capitano viola. Secondo la Cassazione, il professor Galanti rilasciò “all’atleta un certificato di idoneità sportiva senza aver eseguito tutti gli accertamenti clinici (segnatamente Holter 24) che risultavano invece necessari, secondo le linee guida, a fronte di una serie di elementi critici emersi dagli esami del calciatore, non notati o comunque sottovalutati dal medico”.