Arno: vietata la pesca e l’immersione

Immagine di repertorio

Il Comune di Montelupo Fiorentino (Firenze) ha emesso un’ordinanza per impedire la raccolta e il consumo della ‘sinotaia quadrata’. Il provvedimento è conseguente all’abitudine di molte persone di nazionalità cinese di immersi nei fiumi per raccogliere questa specie di lumache d’acqua dolce per cibarsene, anche a rischio della propria incolumità. Le autorità competenti si dicono preoccupate anche per carica batterica presente nelle acque disponendo il divieto di pesca e di immersione.

La sintonia quadrata si tratta di un mollusco di origini asiatiche  immesso da qualche tempo in corsi d’acqua toscani, come Ombrone Pistoiese e Arno. Già dallo scorso anno il Comune di Montelupo  aveva emesso un’ordinanza di divieto di balneazione in Arno. Tuttavia,di recente, l’Arpat ha individuato nelle acque fluviali “alti livelli di carica batterica tali da esporre i consumatori di questi gasteropodi a rischi reali per la loro salute, ad esempio – fa sapere l’Arpat – per la escherichia coli il cui livello massimo consentito è 230mnp/100g, mentre quello rilevato è 54000mnp/100g: oltre 234 volte il limite”. Al momento, i referti escludono la presenza del virus dell’epatite A e il batterio della salmonella.
Il Comune fa sapere di avere invitato la Regione e il Nas affinché “venga firmato un decreto che blocchi la pesca e il consumo di questi molluschi, oltre che per accertare la destinazione di questi prodotti e il possibile commercio, anche a tutela della comunità cinese stessa”.
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C’è da chiedersi perché un fiume debba avere una carica batterica 234 volte sopra il limite!!! Forse la regione dovrebbe fare qualcosa, oltre a mettere divieti