Armi nei porti toscani, Fattori (SI, Tosc): “fermare subito la movimentazione verso i paesi in guerra.

Presentata mozione che chiede anche una mappatura aggiornata dei luoghi di attracco e transito di armamenti in Toscana.

“È inaccettabile che il transito di armi e strumenti bellici anche verso paesi in guerra sia tollerato in una regione come la Toscana che vanta da sempre una tradizione di pace e di rispetto dei diritti umani”. L’ha affermato il capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, presentando una mozione sottoscritta con il collega Paolo Sarti, in cui si chiede alla Giunta regionale di produrre una mappatura aggiornata dei luoghi di attracco e di transito di armi e materiale bellico sul territorio toscano e di impedire l’utilizzo di infrastrutture civili e militari per la movimentazione di armamenti destinati a paesi in conflitto.
“L’Italia è uno dei principali produttori di armi nel mondo, con oltre la metà delle esportazioni destinate al Medio Oriente e al Nord Africa, a nazioni in conflitto e a regimi autoritari che non rispettano i diritti umani”, ha aggiunto Fattori. “Eppure, come denuncia da tempo una rete di Ong, nei porti toscani transitano regolarmente indisturbate le navi cargo statunitensi che trasportano armamenti destinati a paesi in guerra, in contrasto con le norme vigenti, in particolare con la legge 185/90”.
Citando una specifica richiesta della CGIL di Livorno, l’atto di indirizzo presentato da Sì-Toscana a Sinistra impegna infine la Giunta ad attivarsi “affinché nel nostro territorio, nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, tutti i lavoratori e le lavoratrici che operano con materiale bellico vengano opportunamente informati e formati e possano liberamente esercitare obiezione di coscienza”. Conclude Fattori, “proprio come nel caso dei camalli, i portuali genovesi che si sono rifiutati di imbarcare armi destinate alla guerra in Yemen

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