Alberi, Firenze: sette dirigenti a giudizio per scarsa manutenzione

Il giudice Francesco Bagnai ha accolto la richiesta del pm Gianni Tei, rinviando a giudizio, con l’accusa di cattiva gestione del verde pubblico, sette dipendenti comunali. Nel mirino ci sono gli abbattimenti in aree sotto tutela Unesco, come Piazza San Marco e Piazza della Stazione.

La manutenzione del patrimonio di alberi cittadini da parte del comune di Firenze sarebbe stata per anni poco adeguata e non costante, con la conseguenza di dover abbattere molte piante. La notizia, riportata oggi nei giornali locali, riguarda l’accusa, mossa dal pm Gianni Tei, contro la precedente gestione del verde pubblico, che, accolta dal giudice Francesco Bagnai, ha portato al rinvio a giudizio  sette dirigenti di Palazzo Vecchio, fra cui l’ex direttore della Direzione Ambientale Pietro Rubellini e l’ex responsabile del Servizio Qualità del Verde

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A processo anche i responsabili della gestione del verde nei quartieri 1,2, 3 e 4, rispettivamente Franco Salvini, Cecilia Cantini, Gianluigi Mazzei eCiro Degl’Innocenti, e Niccolò Casini, dell’ufficio tutela alberature sud.

L’accusa riguarda, oltre il deturpamento paesaggistico per l’abbattimento di alberi nei viali Lavagnini, Strozzi, Belfiore, Fratelli Rosselli, Dei Colli, Torricelli, in piazza della Vittoria, nel Parco delle Cascine e di danneggiamento di aree sotto tutela Unesco come Piazza San Marco e Piazza della Stazione, anche le modalità con cui sarebbero stati assegnati i lavori di manutenzione. Nell’inchiesta, avviata nel 2015, sono stati inseriti anche gli esposti sugli abbattimenti eseguiti, negli ultimi mesi, in Viale Guidoni e Viale Corsica, già oggetto di dure polemiche da parte dei cittadini.

Secondo la procura è stata proprio la scarsa manutenzione che ha portato alla necessità di abbattere in modo drastico molti alberi della città e la pratica sarebbe stata evitata se ci fosse stata un’attività, ben gestita, di ricambio e sostituzione degli alberi ‘malati’. La conferma che almeno fino al 2014 non c’è stata una costante e programmata manutenzione degli alberi cittadini arriva da un’intervista, rilasciata dal sindaco Nardella alla nostra radio lo scorso 3 novembre e depositata agli atti dal pm Tei “Per vent’anni a Firenze, come in tutta Italia, il verde pubblico è stato abbandonato a sé stesso”.

Il pm sembra condividere la tesi del sindaco Nardella che, con queste parole, intendeva difendere la sua giunta, che in tre anni ha raddoppiato gli investimenti nel settore del verde pubblico “come nessuno aveva fatto prima”, infatti non ha chiamato in causa nessuno degli attuali responsabili fiorentini; a suo giudizio, infatti, i tagli sono stati necessari, visto la condizione in cui erano gli alberi.

Per quanto riguarda le modalità dell’assegnazione dei lavori di manutenzione, nel quadriennio sotto esame, il Comune ha speso un milione e 133mila euro, in relazione a 49 interventi a tutela del verde. Gran parte di questi lavori sono stati assegnati tramite ‘affidamenti diretti’ e, in 13 casi, sono stati affidati alla stessa ditta, la Acer Giardini. Questo è un uso scorretto della proceduta che, sottolinea la procura, avrebbe sfavorito le casse del comune “che non beneficiava degli effetti della più ampia libera concorrenza in termini di economicità delle offerte e di qualità del servizio prestato”.

 

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