NO Aeroporto, appello ai partecipanti alla conferenza dei servizi

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🔈Firenze, in occasione della Conferenza dei servizi sull’aeroporto di Peretola, del 7 settembre, indetta dal Ministero delle Infrastrutture per verificarne la conformità urbanistica, un coordinamento formato da numerosi comitati lancia un appello nel quale si chiede ai partecipanti alla Conferenza di non approvare il progetto.

“Approvare l’aeroporto sarebbe un atto letale nei confronti delle città e dell’ecosistema, il quale potrebbe viceversa essere l’unico elemento ancora capace di salvare l’intero insediamento umano, per il tempo attuale e per il futuro”, si legge nel testo dell’appello ai partecipanti alla conferenza dei servizi, distribuito dai comitati per il no all’aeroporto di Firenze.

Secondo i firmatari dell’appello, “L’idea che l’Aeroporto e le sue aree di competenza facciano parte di un più vasto ecosistema – fondamentale per la sopravvivenza delle persone, del territorio e delle relazioni paesaggistiche e che la costruzione dell’Aeroporto distruggerebbe completamente, irrimediabilmente e in maniera letale – non compare nel dibattito pubblico e tantomeno nel Masterplan, nel quale il concetto di ecosistema è totalmente ignorato. Il documento si perde in progetti non richiesti sulle aree di “compensazione” invadendo ambiti di programmazione di competenza dei Comuni e dei loro abitanti, progetti che non saneranno mai la perdita del polo centrale dell’ecosistema stesso, e dell’intera sua natura di “sistema”, ecologico ed economico”.

“La distruzione della Piana, quella conseguente dell’intero Ecosistema e della biodiversità, produrrebbero l’asfissia progressiva di tutti gli abitati e degli abitanti stessi, tutti collocati intorno a quello che è divenuto il baricentro vivente dell’intero sistema. Così l’aeroporto, sia con la sua presenza invasiva sia con la sua attività pericolosa ed inquinante nei confronti di tutti i cittadini della Piana più o meno direttamente sorvolati, diviene il fattore di morte di tutto il complesso e del sistema, distruttore inoltre del cuore verde di tutta la Città Metropolitana: un unico lago di cemento e di asfalto si salderebbe dalla Chiesa di Michelucci (ad ovest) fino a Rovezzano (ad est) per poi dilagare fino a Prato, Scandicci, Signa, Carmignano e al territorio pistoiese”.

Il documento esorta infine ad “EVITATE di mettere a rischio letale un milione di persone, senza considerare turisti e pendolari per ragioni di lavoro, di compromettere una porzione essenziale dell’Italia, e di degradare il patrimonio e la vita degli abitanti di tre città – Firenze, Prato, Pistoia -, di borghi e paesi della Città Metropolitana”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il Prof. Giorgio Pizziolo, Docente di Analisi e pianificazione territoriale presso la facoltà di Architettura di Firenze:

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