Advisor Gkn ha 3 proposte di reindustrializzazione

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Campi Bisenzio, l’advisor nominato da Gkn ha raccolto tre manifestazioni di interesse per la reindustrializzazione della fabbrica che la multinazionale ha deciso di dismettere.

È quanto rivela la stessa Gkn in una lettera inviata al ministero dello Sviluppo economico, al ministero del Lavoro, alla Regione Toscana, ai sindacati, alla Rsu e a Confindustria Firenze. Gkn, si legge nella lettera, chiede dunque una “urgente convocazione del tavolo sindacale”, auspicabilmente “entro la corrente settimana o nei primissimi giorni di quella successiva”. L’advisor, spiega Gkn Driveline Firenze nella lettera, “ha approntato un piano di reindustrializzazione sottoposto con positivi riscontri a potenziali investitori, raccogliendo alla data odierna ben tre proposte che necessitano una immediata trattazione, a partire dallo svolgimento di una due diligence sul sito produttivo ed una verifica delle competenze delle persone dei lavoratori”.

Le proposte, sostiene l’azienda, sono “le migliori allo stato possibili”, e “vanno oltre le consuete previsioni normative in materia”. Gkn invoca quindi “le condizioni necessarie, in termini di dialogo e collaborazione reciproca, perché venga identificata in tempi rapidi una strada condivisa ed un percorso di accordistica che ricomponga le diverse posizioni mettendo a sistema la decisione di cessare l’azienda e con essa l’attività dell’impresa, da un lato, e la concreta possibilità di offrire alle persone strumenti in grado non solo di attutire ma finanche forse risolvere la situazione di disagio sociale ed occupazionale, dall’altro”.

Secondo l’azienda, “per scongiurare il ritiro di tali proposte” occorre che “entro fine novembre” ci sia un “confronto sindacale ed istituzionale finalizzato alla identificazione degli strumenti tecnici necessari per consentire la materiale implementazione del processo di reindustrializzazione, a partire dalla verifica sullo strumento della cassa integrazione per cessazione attività che consentirebbe un instradamento immediato del percorso”.

Ma per la Fiom, la condizioni per riaprire un confronto sono “la ripresa dell’attività produttiva e la salvaguardia occupazionale”. Lo sottolineano Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia che si rivolgono al Governo invitandolo a “fare la propria parte”.

“Questa mattina – spiegano i due sindacalisti – Gkn ha inviato alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali una lettera per chiedere la convocazione di un incontro urgente, motivata dal fatto che l’advisor avrebbe raccolto tre proposte di potenziali investitori e dalla necessità di giungere ad un accordo per attivare un ammortizzatore, individuato in primis nella cassa integrazione per cessazione di attività”.

“La Fiom-Cgil – spiegano – non è al corrente di alcuna dimostrazione di interesse”. “Se ve ne fossero – proseguono – ci saremmo aspettati prima un’informativa da parte ministeriale”.

“Il sindacato – sottolineano De Palma e Calosi – è per sua natura parte attiva di una vertenza, non svolge attività notarile. La Fiom-Cgil chiede la ripresa dell’attività produttiva per la continuità occupazionale e favorire l’apertura di una vera trattativa per garantire una soluzione industriale a tutti i lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio”.

“L’ultimo incontro con il Governo – ricordano De Palma e Calosi – si è svolto il 7 ottobre scorso e da allora nessun confronto è stato aperto sul decreto anti-delocalizzazioni, il Ministero non ci ha inviato il verbale con le posizioni espresse dalle parti, né ci è stato presentato da Gkn l’advisor”.

“L’assenza del Governo in questo mese – proseguono – la mancata volontà dell’azienda di aprire una reale trattativa, l’assenza di informazione e confronto rischiano di pregiudicare tutto”.

“Gkn – affermano – non ha mai messo in discussione la propria posizione in questi mesi. Prima di affrontare un confronto sulle misure economiche a sostegno dei lavoratori, vogliamo aprire ad una reale contrattazione sul piano industriale e comunque non riteniamo la cassa integrazione per cessazione lo strumento idoneo alla situazione”.

“È irresponsabile da parte dei Ministeri competenti – sottolineano – perdere il tempo conquistato dalla vertenza sindacale e legale senza intervenire con tutti gli strumenti necessari anche legislativi utili. Contrasteremo la scelta aziendale di chiusura con tutti gli strumenti sindacali e legali necessari”.

“Siamo disponibili al confronto – concludono – ma ribadiamo che, prima di parlare di accordi, sono condizioni necessarie la ripresa dell’attività produttiva e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”.

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