E’ morto a 73 anni David Riondino, celebre cantautore, attore, regista e scrittore italiano. Ad annunciare la sua scomparsa è Chiara Rapaccini, artista, illustratrice e designer, che in un post su Facebook ricorda gli anni giovanili trascorsi a Firenze: “Eravamo tutti ‘compagni’, allora , di vita e politica. Cantavamo e suonavamo nelle case del popolo, alle feste dell’Unità. David era il nostro capo visionario”.
I funerali sono in programma martedì alle 11.00 alla Chiesa degli Artisti di Roma. Nato a Firenze il 10 giugno 1952, aveva iniziato la sua carriera come bibliotecario, prima di dedicarsi completamente al mondo dello spettacolo. La sua notorietà è cresciuta negli anni grazie alle brillanti improvvisazioni al Maurizio Costanzo Show e alle sue celebri parodie dei cantautori brasiliani. Tra i suoi brani più celebri resta Maracaibo, di cui ha rivendicato la paternità artistica. Accanto alla musica, Riondino si è reso protagonista di una brillante carriera anche nel cinema e in televisione, partecipando a film come Vacanze di Natale e Kamikazen – Ultima notte a Milano.
“Con la scomparsa di David Riondino la Toscana perde una delle sue voci più originali e rappresentative, un artista capace di raccontare l’identità della nostra terra con intelligenza, ironia e profondità”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in un messaggio ddi cordoglio. ”Nel corso della sua carriera – prosegue Giani – ha saputo attraversare linguaggi diversi, dalla musica al teatro, dalla radio alla televisione, mantenendo sempre un legame autentico con le radici culturali toscane. La sua capacità di unire tradizione e innovazione, parola e musica, lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni”. ”Il progetto della ‘Scuola dei Giullari’, che aveva avviato con passione, testimonia il suo impegno verso i giovani e la volontà di trasmettere conoscenza e creatività. È un’eredità preziosa che la Toscana non disperderà, ma che anzi dovrà continuare a coltivare nel suo nome”, conclude Giani.
“Con David Riondino perdiamo un figlio prediletto di Firenze, un intellettuale finissimo che ha saputo declinare la cultura con un’ironia rara, colta e mai banale”. Lo dichiara la sindaca Sara Funaro che esprime, insieme all’assessore alla cultura Giovanni Bettarini, il cordoglio della città appena appresa la notizia della scomparsa dell’artista fiorentino.
“Riondino è stato un artista poliedrico come pochi altri nel panorama italiano — continua Funaro — capace di spaziare con disinvoltura dalla musica d’autore alla satira, dal cinema alla sperimentazione televisiva, fino alla grande letteratura. La sua carriera, nata tra l’impegno civile del Collettivo Victor Jara e le pagine taglienti di testate storiche come Tango e Cuore, è la testimonianza di una libertà creativa assoluta. Ha portato il nome di Firenze ovunque, mantenendo sempre quello spirito critico, scanzonato e profondo che è tipico della nostra identità.”
L’assessore Bettarini ricorda poi la sua capacità di rendere popolare l’altro: “Che si trattasse di tradurre Boccaccio in musica o di inventare personaggi indimenticabili per il piccolo schermo, David ha sempre messo al centro l’immaginazione e l’incontro con l’altro. E’ stato un artista che ha saputo esprimersi con stili e mezzi diversi. Ma sempre con quell’ironia dissacrante molto fiorentina che ha segnato il suo percorso artistico”.
“Alla sua famiglia e ai suoi cari va il più profondo abbraccio e il cordoglio di tutta la città di Firenze” hanno concluso Funaro e Bettarini.
“Io e te siamo stati fantastici”. Sabina Guzzanti dice addio così a David Riondino, morto a Roma all’età di 73 anni, postando su Instagram una foto che li ritrae insieme giovani, a tavola. Le strade dei due attori si sono incrociate in particolare a teatro dalla fine degli anni ’80. Nella stagione teatrale 1993-1994 sono stati in scena con O patria mia, diretto da Giuseppe Bertolucci, insieme a Paolo Bessegato e Antonio Catania. Nel 1997 con Sabina Guzzanti, Antonio Catania e Lelia Serra Riondino ha fondato la società di produzione Giano. I due attori sono stati anche insieme al Festival di Sanremo 1995 con la canzone Troppo sole, scritta l’anno precedente, durante la stesura della sceneggiatura del film omonimo, per la regia di Giuseppe Bertolucci.
“Ci ha lasciato anche David Riondino. Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso. Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso. In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis. Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni”. Così, in una nota, il Club Tenco ricorda l’attore e cantautore scomparso.

