Sab 20 Lug 2024

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A Rocco Commisso: “Mencucci farebbe bene alla Fiorentina”

An Open Letter to Mister Rocco Commiso, ACF Fiorentina new Owner.

Dear Mr. Rocco,
I’m a Florentine journalist that like you is from Calabria, but also like you I’m an American Citizen that lived and worked in The United States, because of that, I share with you a calabrese heart but also I understand the way of doing business of a well-established American entrepreneur as you are.

Controradio, the FM radio station for which I work, is one of the best, well respected and historic independent radio stations in Florence. We were not big, until now, in covering soccer news, but I was at your first press conference at the Franchi Stadium few weeks ago, and I can assure that because of your presence and from now on, we will not miss any actions that you will do to bring the Viola to the top of the European Soccer Apex.

Even though I know, that as an American businessman, you will follow only your heart and intuition to run the Fiorentina, I would respectfully like to steal a second from you to mention about one of the executives of the previous management of the company.

His name is Sandro Mencucci and he was the ACF Fiorentina CEO from 2002 to 2015 bringing the team from the C2 series to the A series, implementing the “fair play culture” that made Fiorentina a model club for the Italian League and for the world.

I’m positive that you already know about Sandro Mencucci, what I would like to talk about is what I witnessed since I’ve been back in Italy. In 2015, Mencucci got removed from his CEO position, unfairly according to some of my local sport colleagues, and got nominated President of the Fiorentina Women’s, because of the poor importance that the female soccer had in Italy at the time, that would have been a big blow for anyone, but not for Mencucci.

With humility and hard work Sandro Mecucci put his soul in the team and got great results getting the national championship in 2016-17, but not only that, the success and the press attention that the Fiorentina  Women’s got, influenced other famous soccer teams like Juventus, Milan and Lazio to create their own female soccer teams, projecting the Italian women’s sport internationally.

But most importantly, Sandro Mencucci was the only born and raised Florentine in the ACF Fiorentina executive team, beloved by the players, male and female and by the people of the city of Florence.

Reinstalling him will raise your popularity among the Florentines and it will be consistent with that beautiful phrase that you said in your first press conference “In vita mia non ho mai licenziato nessuno. Io sono qua per imparare, non per comandare”.

That phrase, Mr. Rocco, made me believe that something very special was about to happened in the Fiorentina team.

With all the respect that a Calabrese can have for another Calabrese, I send you my best wishes and look forward to seeing you at your next press conference.

Forza Viola!

Gimmy Tranquillo of Controradio Firenze

 

2 Commenti

  1. Gimmy! Ma sarebbe vero? Rocco farci divertire e non abbandonare Mencucci – futuro?
    Antognoni si
    Montella si
    Pradè si
    E anche
    Mencucci si!!!!
    Ale’

  2. Venti giorni, e già la vecchia Fiorentina targata Della Valle si stempera in un ricordo sempre più offuscato e lontano. Dov’eravate voi venti giorni fa, quando la Fiorentina passò di mano, dal gruppo Tod’s al gruppo Mediacom, da Diego Della valle a Rocco Commisso? C’é da scommettere che questo sia il primo ricordo vivido da tanto tempo a questa parte, per chi tifa viola.
    Venti giorni, e della Fiorentina del futuro made in Rocco non c’é ancora traccia, se non per qualche operazione preliminare come la conferma dell’allenatore ed il richiamo dell’ultimo diesse che aveva fatto entusiasmare la tifoseria. O come l’investitura effettiva o probabile di vecchie glorie viola per incarichi societari più che altro sul versante del cuore e dell’immagine.
    A proposito dei nuovi portacolori sul campo per la prossima stagione circolano ancora più che altro ipotesi, più eclatanti che realmente suggestive. Daniele Pradé del resto è operativo dal 1° luglio, e prima di allora anche a volere firme su contratti non ne può mettere. Vincenzo Montella tra una settimana ha da partire per il ritiro di Moena, ma già una volta lo ha fatto portandosi dietro un pullman di ragazzini, e per lui non sarà un problema eventualmente rifarlo.
    Organici e quadri sono tutti rispettivamente da mettere in piedi, o da completare. E non si tratta solo della prima squadra maschile. Ci sono anche il settore giovanile e la squadra femminile. A capo dei quali è stato confermato – dalla vecchia gestione – il prof. Vincenzo vergine, con Emiliano Bigica ed Antonio Cincotta confermati rispettivamente allenatori dei ragazzi e delle donne.
    Non è poco, ma continua a echeggiare, a rimbombare quasi, il silenzio attorno alla figura di Sandro Mencucci, per tredici anni amministratore delegato della società del calcio maschile e poi presidente dello scudetto femminile del 2017, l’uomo che ha praticamente creato dal nulla la Fiorentina Women’s e l’ha portata saldamente al vertice del campionato e tra le prime squadre d’Europa. L’uomo che può ben dire di aver dato un impulso all’intero movimento calcistico femminile come pochi altri, portandosi dietro altre realtà come Juventus, Milan, Inter, Roma e contribuendo al rilancio di una nazionale femminile i cui risultati sono proprio in questi giorni sotto gli occhi di tutti.
    Dopo venti giorni, la Fiorentina A.C.F. non ha ancora fatto sapere se intende avvalersi o meno di una figura professionale e di un personaggio che ha fatto la storia viola negli ultimi diciassette anni, e che quindi in un momento in cui la nuova società è più che altro un cantiere a cielo aperto potrebbe risultare decisamente utile – se non insostituibile – come lo fu, per esempio, Raffaele Righetti nel passaggio gestionale da Cecchi Gori a Della Valle.
    Tace la Fiorentina, tacciono i tifosi (in questo momento tra l’altro distratti da mille suggestioni, dal calcio storico al fantacalcio), cominciano a muoversi gli addetti ai lavori.
    Si muove Controradio, storica emittente indipendente fiorentina, per bocca del coordinatore della sua redazione giornalistica, Gimmy Tranquillo. Non è un pronunciamento da poco. Per i fiorentini della generazione degli ex ragazzi degli anni settanta-ottanta, il nome Controradio è tutt’ora sinonimo di informazione libera e di grande intrattenimento come quello di poche altre emittenti. Quando parla Controradio, Firenze sta spesso a sentire.
    Della storica stazione radio, Gimmy Tranquillo è una delle voci più storiche. E più informate sui fatti. Lui e Sandro Mencucci erano in giro per Controradio molto tempo prima di aver deciso cosa fare da grandi. Ecco dunque adesso l’anchor man prendere carta e penna e scrivere direttamente e pubblicamente nientemeno che al patron Rocco Commisso, non soltanto in nome di una vecchia amicizia, ma soprattutto della consapevolezza – condivisa da molti a Firenze – che confermare Mencucci farebbe bene alla Fiorentina.
    E’ una lettera aperta, un pubblico appello, da calabrese a calabrese. Da uomo di successo a uomo di successo. Come Commisso, Tranquillo partì dal paese natale per cercare una propria strada di successo, e finì per trovarla – via Firenze – in quella America che ai meritevoli non la nega mai, o quasi. Come per Commisso, il richiamo delle radici alla fine è stato irresistibile. Ed eccoli qui adesso, uno che scrive e l’altro che – si spera – legge, uno caporedattore e l’altro patron calcistico (tra le tante cose). Accomunati dalla consapevolezza connaturata ai self made men che la nuova impresa iniziata il 6 giugno scorso richiede testa, come tutte le imprese economiche, ma anche cuore, come tutte le imprese economiche che investono sul patrimonio sentimentale di una città come Firenze.
    Gimmy Tranquillo mescola efficacemente mozione degli affetti a ragioni imprenditoriali. La storia di Sandro Mencucci la conoscono tutti, quella ufficiale e quella che non si trova sui libri di storia ma che in città allo stesso modo conoscono. Amministratore delegato (o CEO come si suol dire secondo la nuova terminologia americana d’ora in poi in vigore) della ACF Fiorentina fino al 2015, poi «unfairly removed» – come ricorda Tranquillo e come sanno tutti o almeno coloro che hanno seguito all’epoca la vicenda Salah e la fine del primo mandato di Pradé – e relegato, almeno nelle intenzioni della proprietà di allora, ad occuparsi di calcio femminile. Nel 2015 considerata ancora una specie di guarnigione di frontiera. Un deserto dei tartari.
    La storia degli ultimi quattro anni è anch’essa arcinota. La Fiorentina femminile stabilmente ai vertici del calcio europeo, coppe e titoli messi in bacheca per ritrovare l’equivalente dei quali in ambito maschile bisogna prendere in considerazione almeno gli ultimi 40 anni, la Hall of Fame. «The only born and raised Florentine in the ACF Fiorentina executive team, beloved by the players, male and female and by the people of the city of Florence», scrive il redattore capo di Controradio. Possibile che una figura professionale di tal genere non possa trovar posto nel nuovo staff dirigenziale viola?
    «In vita mia non ho mai licenziato nessuno. Io sono qua per imparare, non per comandare», disse Commisso alla sua prima conferenza stampa da proprietario della Fiorentina. Gimmy Tranquillo ha buon gioco – in questa conversazione ideale tra paisani trasferitisi in qualche modo a Firenze e di lei innamoratisi – a sottintendere: vogliamo cominciare proprio adesso, e dall’unico fiorentino?
    Abbiamo tutti creduto, come Gimmy tranquillo, che «something very special was about to happened in the Fiorentina team» con l’avvio della nuova gestione. E siamo in molti in queste ore a sottoscrivere l’appello di Controradio. Certi che il silenzio su Mencucci non sia altro che una dimenticanza, comprensibile in un momento in cui una nuova società nasce dal nulla ed ha tante, ma tante cose di cui occuparsi e mettere a punto. Proprio Sandro Mencucci ne sa qualcosa, avendo vissuto un momento simile diciassette anni fa, in circostanze non dissimili se non analoghe.
    Ma proprio per questo motivo, perdurare questo silenzio e addirittura finire per non avvalersi di chi – e qui lo diciamo alla fiorentina – sa dove mettere le mani meglio di chiunque altro, sarebbe un probabile passo falso che rischierebbe di azzoppare subito la creatura che muove i primi passi.
    Sia detto con lo stesso rispetto che corre tra due calabresi di successo che si incontrano qui a Firenze, e con tutta la benevolenza che ogni fiorentino può e deve portare a tutti loro in questo momento.

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