A Firenze parte piano verde, mappatura isole calore

Mappare le isole di calore a Firenze, facendo un’analisi di come poter intervenire su queste zone, con linee guida strada per strada. E’ la novità della presentazione degli accordi di ricerca e collaborazione per il piano del verde e degli spazi aperti del Comune, un percorso che parte oggi e avrà i primi risultati in 12 mesi.

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vecchio è stato annunciato che sarà fatto anche un censimento degli hotspot inquinanti, così come si procederà ad una mappatura degli alberi in base alle varie zone e alle loro caratteristiche.

L’assessore all’ambiente e urbanistica Cecilia Del Re ha ricordato poi che “il Comune ha in programma di piantare 15mila alberi nel mandato” oltre alle iniziative che prevedono la possibilità di donare un albero e a quelle legate agli alberi per i neonati. Alle Cascine, ad esempio, “stiamo finendo di piantare 680 alberi, a Trespiano ne pianteremo 1000, a San Bartolo a Cintoia 250”.

Le parole dell’assessore Cecilia Del Re, intervistata da Domenico Guarino:

Tra i presenti anche il botanico Stefano Mancuso che ha sottolineato l’esigenza di “immaginare una città diversa” collegando urbanistica e ambiente. “La città ideale – ha detto – è una città frutto dell’idea dell’uomo. Attraverso il piano del verde la città dà i suoi indirizzi su come deve espandersi”.

Sarà il Consiglio comunale ad approvare il piano del verde che, come sottolineato dal presidente della Scuola di agraria dell’Università di Firenze Francesco Ferrini “va nella direzione di pensare a quella che sarà Firenze tra 20-30 anni”.

Alberto Santini del Cnr ha parlato della salute delle piante, affermando che ogni anno “arrivano in Europa 40 milioni di piante dagli altri Paesi, costa meno produrle all’estero. Il problema è che nei bassi costi rientrano anche i bassi controlli”, con un maggior rischio di portare malattie. Il piano del verde dovrà evitare di vedere piante sbagliate nel luogo sbagliato: “Un esempio – ha spiegato Santini – è il pino a Firenze, dovrà essere gestito diversamente”.

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