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A Prato la scuola riparte, ma per molti versi è ancora un cantiere aperto

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A Prato la scuola riparte, ma per molti versi è ancora un cantiere aperto
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Prato è la provincia italiana con la più alta presenza di studenti stranieri, con classi che in alcuni casi arrivano all’80 per cento di alunni con cittadinanza non italiana. E proprio mentre questa scuola avrebbe bisogno di competenze e stabilità, le nomine degli insegnanti sono ancora in corso.

PRATO La qualità è è un problema che si accompagna a quello della quantità. A Prato la scuola ricomincia con un primato che racconta molto del futuro, ma anche con qualche ostacolo che riguarda il presente. Qui la percentuale di studenti con cittadinanza straniera è tra le più alte d’Italia: circa il 28 per cento della popolazione scolastica, con punte che in alcune classi arrivano addirittura all’80 per cento.

Una scuola, dunque, che deve fare i conti ogni giorno con lingue, culture e bisogni educativi diversi. E proprio per questo diventa significativo un altro dato: tra le disponibilità per le supplenze dell’anno scolastico appena iniziato compaiono numerosi posti di sostegno e, al Centro territoriale permanente di Prato, ce ne sono 11 per l’insegnamento dell’italiano agli studenti con lingua straniera. Ma mentre gli studenti tornano in classe, la fotografia degli insegnanti non è ancora completamente definita. L’Ufficio scolastico provinciale ha pubblicato il primo turno di nomine da graduatoria il 31 agosto e un secondo turno il 9 settembre. Insomma, a pochi giorni dalla campanella il corpo docente è ancora in fase di composizione.

Pertanto a Prato, forse, racconta una questione che non riguarda soltanto la città stessa: una scuola che cambia molto rapidamente, mentre il sistema con cui si cercano gli insegnanti continua a muoversi soprattutto attraverso supplenze e soluzioni provvisorie. La città laboratorio dell’Italia multiculturale si ritrova così davanti alla sua sfida più concreta: trovare abbastanza insegnanti per una scuola che è già cambiata.