È iniziata una nuova estate di lavori per la risagomatura e movimentazione dei depositi fluviali nel tratto urbano del fiume Arno a Firenze, nel rispetto degli habitat naturali: stamani il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha effettuato un sopralluogo nella spiaggia dell’Arno in San Niccolò, accompagnato dal presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Paolo Masetti. Quello iniziato adesso rappresenta la conclusione di un percorso triennale.
Giani ha sottolineato che “la Regione pone” come parte “essenziale” delle sue politiche “la prevenzione da un punto di vista idrogeologico. Oltre alle casse di espansione che stiamo costruendo o finendo, oltre agli interventi nel reticolo idrico minore ecco quelli sull’Arno. Nel punto tra ponte San Niccolò e il ponte alle Grazie si è formata una sorta di grande isola, che ha reso molto più ridotto lo spazio per il corso dell’Arno. D’estate magari è piacevole, ma contemporaneamente ci rendiamo conto quanto tutto ciò significhi una compromissione della portata dell’Arno durante il periodo invernale”.
In quest’area “la sabbia che va a ostruire il percorso dell’Arno sarà presa, caricata sui camion e portata dove la terra può essere smaltita, alla confluenza tra la Greve e l’Arno. Sono 30.000 metri cubi di terra, sarà un lavoro notevole: il costo è 300.000 euro. I lavori verranno seguiti dal Consorzio di Bonifica, con la supervisione del Genio civile, della Città metropolitana”.
Il presidente della Regione ha affermato che i fiorentini non si devono “preoccupare se vedranno le ruspe cambiare radicalmente il volto di questo tratto dell’Arno. È per la loro sicurezza nel periodo invernale. Appena saranno pronti i lavori, presuppongo il prossimo anno, noi rimetteremo a bando questo spazio perché durante l’estate possa tornare a avere una funzione ricreativa”.
Masetti ha spiegato che “questo intervento è necessario perché il fiume, nel tempo, ha depositato sedimenti. Questo materiale deve essere tolto. Non è un intervento risolutivo, tra 30 anni ci sarà qualcuno che farà la stessa considerazione di oggi. Questo lavoro non distrugge il ‘Terzo Giardino’ sull’Arno, ma anzi lo ricostruirà come prima”. Tra i presenti anche Massimo Fratini, consigliere delegato della Città metropolitana alla Protezione civile.


