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Mer 1 Lug 2026
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ToscanaEconomiaModa, Toscana: 9 luglio sarà sciopero generale dell'industria contro la crisi

Moda, Toscana: 9 luglio sarà sciopero generale dell’industria contro la crisi

La crisi del settore moda e le proposte per rilanciarlo sono il contenuto principale che Cgil Fi-Cisl Fi/Po-Uil Toscana coord.Firenze, con le rispettive categorie interessate, portano all’interno della piattaforma dello sciopero generale regionale unitario dell’industria in programma il 9 luglio (con manifestazione nel capoluogo della Toscana).

“La moda ha sempre rappresentato un settore trainante dell’economia e dell’industria  fiorentina e regionale nonché un patrimonio di saperi e strutture per il territorio fiorentino” dicono i sindacati. Ma “da qualche anno però il settore è attraversato da una crisi i cui numeri parlano chiaro (vedi allegato), una crisi alla quale vanno date risposte urgenti per evitare il rischio di deindustrializzazione e di perdita di lavoro buono e know-how”.

Per questo il 9 luglio ci sarà sciopero generale dell’industria toscana con manifestazione Firenze.  il vista della manifestazione il sindacato lancia anche delle proposte alla politica e al segmento datoriale.

L’ANCORAGGIO AL TERRITORIO. “Chiediamo alla Regione di riconvocare il tavolo del settore coinvolgendo nel confronto anche i grandi gruppi presenti sul territorio, perché i grandi marchi devono mantenere i volumi produttivi nel nostro territorio” fanno sapere i sindacati. Secondo i quali “per i brand il nostro territorio deve restare il punto di riferimento e l’eccellenza delle attività produttive, di ideazione e creazione del prodotto; ed essi debbono, quindi, implementare le politiche di reshoring. In un momento in cui si aprono nuovi mercati – come quello del Sudamerica, con l’accordo di libero scambio UE-Mercosur entrato in vigore il 1° maggio 2026 -, è ancora più importante che la produzione resti ancorata al territorio e che i benefici commerciali non si traducano in delocalizzazione”.

FILIERE LEGALI, TRACCIABILI, QUALIFICATE E SOSTENIBILI. “Le filiere produttive del nostro distretto devono essere legali, tracciate, sostenibili, caratterizzate da lavoro di eccellenza e continuare ad essere composte da tutte le componenti merceologiche del ciclo produttivo” sostengono ancora CGIL-Cisl-UIL. Che aggiungono “È necessario che i grandi marchi attuino politiche di accorciamento dei livelli di subfornitura, tenendo conto dell’assorbimento delle professionalità già presenti nelle stesse; si impegnino apertamente per la piena legalità delle proprie catene di fornitura in rapporto di collaborazione con gli enti di controllo pubblici e con le organizzazioni sindacali; si impegnino a garantire le marginalità per la sostenibilità economica dell’interezza della filiera produttiva. Su questi temi il sistema delle imprese e le sue rappresentanze sono chiamati ad assumere impegni condivisi, contribuendo attivamente alla definizione di regole e pratiche che garantiscano la sostenibilità dell’intera catena produttiva”.

E ancora   una sinergia pubblico-privati  per costruire strumenti condivisi di accesso al credito e di sostegno finanziario, in particolare per le imprese artigiane e di piccola dimensione che non dispongono delle risorse per affrontare da sole i processi di trasformazione;  la formazione professionale deve essere oggetto di una programmazione condivisa tra brand, sistema delle imprese, parti sociali e soggetto pubblico, valorizzando gli strumenti già esistenti — dagli enti bilaterali ai fondi interprofessionali — e costruendo percorsi mirati a preservare e rinnovare i saperi manifatturieri del distretto.

Infine la richiesta che “i fondi strutturali europei destinati alle PMI toscane siano accompagnati da clausole occupazionali chiare e da bandi accessibili anche alle realtà artigianali più piccole, che costituiscono l’ossatura produttiva del nostro distretto, unitamente alla salvaguardia della filiera commerciale e logistica del nostro territorio, essenziale per garantire l’occupazione e la continuità dei flussi”.