Le scuse alla famiglia di Maati Moubakir, ma anche la rivendicazione di non essere l’autore della coltellata mortale. Nell’aula bunker del processo per l’omicidio del diciassettenne di Certaldo, Francesco Pratesi rompe il silenzio con dichiarazioni spontanee che non convincono tutti. La madre della vittima resta impassibile, mentre i giudici sono chiamati a valutare una versione dei fatti che si scontra con le risultanze medico-legali.


