Amom Badia al Pino, licenziamento collettivo per 70 lavoratori

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    Amom Badia al Pino, licenziamento collettivo per 70 lavoratori
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    Multinazionale svizzera Riri chiude lo stabilimento aretino di bigiotteria dopo mesi di cassa integrazione; il sindaco Tavarnesi: “Inaccettabile scaricare la crisi sulle famiglie”.

    La storica Amom Spa di Badia al Pino, nel cuore della periferia industriale di Civitella in Val di Chiana (Arezzo), ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i suoi 70 dipendenti, segnando una fine d’anno drammatica per l’azienda di bigiotteria e minuterie metalliche.​ Da mesi i lavoratori sono in lotta con scioperi, presidi davanti ai cancelli e contratti di solidarietà che hanno decurtato tredicesime e stipendi, accettati in extremis per scongiurare la chiusura; la crisi si è avvitata dopo l’acquisizione nel 2021 da parte del gruppo svizzero Riri (Oerlikon), con calo degli ordinativi nel settore moda e rifiuto aziendale di percorsi alternativi di riconversione.​ Il sindaco Andrea Tavarnesi denuncia un “colpo pesantissimo” per famiglie e territorio: “Non si può trattare un presidio produttivo come una casella da cancellare con un clic; l’azienda ha rigettato ogni ipotesi di supporto nel tavolo regionale, scaricando sui lavoratori scelte industriali fatte altrove”.​ Fondata dalla famiglia Veneri – dinastia aretina dell’oro nota per Gabriele (consigliere FdI) e Luca (ex cavaliere giostraio) –, Amom era un pilastro del distretto moda toscano, ma la multinazionale ha optato per il disimpegno totale nonostante altre sue sedi in Toscana usino ammortizzatori sociali.​ Un nuovo incontro regionale è fissato per il 14 gennaio, ma i sindacati Cgil dubitano: “La mancanza di ordini è pretesto per chiudere senza strategia”, mentre il Comune promette di non restare a guardare.