Spa, hotel, ristorante: il Convitto della Calza si trasforma tra permessi mancati, insegne abusive e un Cin “rubato”. Il Comune promette indagini lampo, ma la struttura resta online e operativa.
L’ex Convitto della Calza a Firenze doveva essere solo una Spa, ed invece ha aperto i battenti anche come hotel e ristorante. Tutto abusivo, come anche l’insegna del resto, e persino il Cin, il Codice identificativo nazionale obbligatorio per questo tipo di strutture. Quello in uso sarebbe di un’altra struttura, sempre della stessa proprietà. La destinazione d’uso era infatti “direzionale”, cosa che inibisce la funziona alberghiera e di somministrazione. Il Convitto era stato venduto prima del Covid a Domus Rex Srl. Dopo le denunce, le proteste e le polemiche di questi giorni, il Comune di Firenze annuncia indagini e primi provvedimenti già entro questa settimana. Sembrerebbe una struttura dunque tutta abusiva ed il Comune ha annunciato anche un approfondimento direttamente con la applicazione internazionale Booking, dove era possibili da giorni prenotare camere a partire da 250 euro. La questione si complica ogni giorno di più. Dopo le prime segnalazioni del Comitato Salviamo Firenze, era partita da Palazzo Vecchio l’ordinanza di sospensione dei lavori. Troppo tardi, i lavori nel frattempo erano già finiti e l’ordinanza ritirata. Ora interviene in consigliere comunale di opposizione – lista Schmidt – Paolo Bambagioni che fa notare che la proprietà dell’ex Convitto della Calza, la Domus Rex Srl, risulti essere tra i finanziatori della campagna elettorale della attuale sindaca di Firenze Sara Funaro, come a gettare un’ombra sulla dinamica controllore/controllato. Nel frattempo apre anche Palazzo Ottaviani dove vedremo nei prossimi mesi altri sei appartamenti di lusso nel cuore di Santo Spirito.


