Nell’anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980 pubblichiamo un contributo alla riflessione del prof. Giovanni Gozzini.
Sono rimasto basito l’altra sera durante la trasmissione di Sky sulla strage di Bologna. Tre giornalisti – tra cui De Bortoli – sono stati lì per un’ora riempiendola solo di fumo. “Scenari Atlantici” era la formula ricorrente, come se la storia fosse una Quinta di teatro. Allora l’anno messa gli Amerikani la bomba? Si e no, era tutto un dire e non dire, un affronto sistematico alla chiarezza, insomma una vergogna.
Mi è sembrato chiarissimo che non si fossero preparati: Fasanella – che pure ha scritto sull’argomento – ha impiegato il primo minuto e mezzo per non dire niente. Eppure basta un minimo di ragionamento. Nel 1980 Moro è morto e insieme a lui il compromesso storico. Berlinguer si smarrisce senza più interlocutori (Craxi e De Mita non lo sono) e insegue il “governo degli onesti”, cioè il niente. Gli Amerikani hanno vinto: il Pci non andrà mai al governo. Ha vinto Andreotti che si è giostrato tra trame nere, banda della Magliana, Salvo Lima riuscendo nel miracolo di tenere l’Italia (unica eccezione nel fronte su della Nato da Lisbona ad Ankara) dentro la democrazia. Chi perde è il Pci. E Licio Gelli.

Una delle poche cose appurate dai processi è che i Servizi italiani mettono in opera l’unico tentativo serio di depistaggio con la pista palestinese: una vendetta di settori dell’Olp contro la silenziosa abrogazione del “lodo Moro” cioè il salvacondotto su territorio italiano per i terroristi palestinesi. Ma è – appunto – un depistaggio (ci fosse uno dei giornalisti dell’altra sera che se lo ricordasse!) tanto che 4 anni dopo ci sarà Sigonella e il lodo moro diventa lodo Craxi.

