350 bagni in Versilia aperti per protesta

I gestori degli stabilimenti balneari denunciano l’estrema incertezza che “sta trasformando la pandemia sanitaria in una vera e propria emergenza sociale ed economica”. “Chiediamo che le istituzioni ci diano modalità e tempi certi per avviare una stagione già ampiamente compromessa

Sono stati circa 350, pari all’80% del numero complessivo, gli stabilimenti balneari della Versilia (Lucca) che stamani hanno aperto per un’ora per protestare simbolicamente contro la mancata possibilità di ricominciare a lavorare con la fase 2 dell’emergenza coronavirus e per sensibilizzare le amministrazioni sul problema ancora non risolto per i bagni e le attività ricettive. Lo rendono noto le associazioni del balneari della Versilia, promotori dell’iniziativa consistita in una sorta di flash mob, con un solo rappresentante di ogni stabilimento presente da solo in spiaggia, con la tipica maglietta da salvataggio, il salvagente e la mascherina a protezione di bocca e naso.

A spiegare i motivi della protesta, che ha coinvolto gli stabilimenti di Viareggio, Forte dei Marmi, Lido di Camaiore e Marina di Pietrasanta, Marco Daddio, presidente dell’associazione balneari di Lido di Camaiore. “Manca ancora una data per la ripresa delle nostre attività e soprattutto non ci sono i protocolli di azione per garantirne la sicurezza. Non ci sono indicazioni certe di alcun genere: l’allestimento di una spiaggia è un’operazione complessa che richiede tempo: il turismo ha bisogno di programmazione: occorre pianificazione, anche solo per organizzare e comunicare per tempo le nuove offerte della nostra costa come destinazione sicura, accogliente ed accessibile. Questa estrema incertezza sta trasformando la pandemia sanitaria in una vera e propria emergenza sociale ed economica. Per questo chiediamo che le istituzioni ci diano modalità e tempi certi per avviare una stagione già ampiamente compromessa”.

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