Toscana: 130 scuole per progetto ‘Senza Zaino’

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 Cinquantuno istituti in Toscana, per un totale di 130 scuole, hanno aderito alla rete ‘Scuola senza zaino’ promossa dalla Regione, che propone un nuovo modello di scuola basato sulla dimensione dell’ospitalità e della comunità di ricerca, dove viene favorita la responsabilità degli alunni e l’acquisizione delle competenze.

A queste scuole  oggi a Firenze è stata consegnata una targa identificativa, in occasione di un evento organizzato dalla Regione per fare il punto. I prossimi ad aderire, dando avvio al percorso di formazione per docenti nel settembre 2018, saranno gli istituti comprensivi di Bagno a Ripoli (Firenze), Tavernelle di Anghiari (Arezzo) e il ‘Petrarca’ di Montevarchi (Arezzo). Altre dieci scuole, rivela la Regione, hanno espresso la volontà di aderire al modello e stanno avviando il percorso necessario. “Un progetto nato dai pochi pionieri che ci credevano, ha avuto un’ottima elaborazione teorica, e poi si è allargato a macchia d’olio”, ha affermato a margine dell’evento il direttore dell’ufficio scolastico Regionale Domenico Petruzzo, secondo cui “è un’esperienza che le scuole hanno realizzato con entusiasmo, ognuna secondo i propri parametri”.
“Per noi ‘Scuola senza zaino’ è un modello di innovazione didattica e quindi ci puntiamo molto”. Lo ha ribadito Cristina Grieco, assessore all’istruzione della Regione Toscana, che oggi ha consegnato una targa identificativa ai rappresentanti dei 51 istituti. “Cerchiamo in tutti i modi di favorire l’innovazione, e quindi il numero di scuole e di plessi che aderiscono a questo modello”, ha aggiunto. “Il progetto – ha ricordato Grieco – si poneva la finalità di rielaborare i modelli didattici, ma a differenza di altri modelli è riuscito a dare risposte efficaci alle complesse esigenze che gli insegnanti hanno oggi. Abbiamo assistito ad un’adesione continua ed ora questo progetto che era nato per il primo ciclo, quindi essenzialmente per la scuola primaria e secondaria di primo grado, adesso vede l’adesione anche di alcune scuole di secondo grado. Questo mette in evidenza anche l’importanza di continuità nel metodo didattico, per accompagnare i ragazzi durante tutta la loro carriera scolastica”.

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