Mps vanta crediti per 10 mln verso 13 partiti

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Alla domanda avanzata da un azionista, nel corso di un’assemblea, viene inoltre risposto che la banca: “vanta crediti per complessivi 67 milioni” nei confronti di “persone fisiche che occupano, o che hanno occupato, importanti cariche pubbliche”. Avanzata anche porposta per taglio stipenti top manger.

Al 31 dicembre 2017, il gruppo Mps “vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing”. E’ quanto risponde per scritto la banca a una domanda posta da un azionista, in occasione dell’assemblea in corso a Siena per l’approvazione del bilancio 2017. Il gruppo, viene aggiunto, “vanta crediti per complessivi 67 milioni” di cui 61 performing (rpt performing), nei confronti di “persone fisiche che occupano o che hanno occupato importanti cariche pubbliche come pure i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami”. Dei 9,7 milioni di crediti non performing nei confronti dei partiti, 8,2 milioni rientrano nell’operazione di cessione e cartolarizzazione di crediti in sofferenza.

La cifra massima che Mps rischia di dover pagare nel caso in cui perda le cause intentate contro la banca è calata dagli 8,3 miliardi del 2016 ai 3,9 miliardi del 2017. E’ quanto risponde per iscritto la banca a un azionista, in occasione dell’assemblea. A fine 2016 le cause erano oltre 8.500 (compresa quella promossa da Consob con una richiesta da 4 miliardi, oggi chiusa), mentre quelle a fine 2017 erano oltre 7.200. Le richieste in via stragiudiziale ammontavano a 193 milioni nel 2016 e a 663 milioni nel 2017.
“Quello che ci eravamo posti come target all’inizio dell’anno siamo riusciti a chiuderlo, e non era assolutamente scontato” e “il 2018 è l’anno più importante per la storia della banca, per i suoi dipendenti e i suoi clienti”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, all’assemblea in corso a Siena. “Lavoriamo per raggiungere gli obiettivi del piano” 2017-2021, ha aggiunto, “ci saranno cose che raggiungeremo in anticipo, altre con uno sviluppo più lento”.
“I dipendenti, assieme a tutte le organizzazioni sindacali, sostengono da anni che occorre arrivare ad una ulteriore riduzione ed a un contingentamento degli stipendi dei componenti di tutto il top management”. E’ la posizione che le organizzazioni sindacali unitarie di Mps hanno esposto intervenendo in assemblea. “Il top management complessivamente inteso – viene spiegato in una nota – continua infatti a percepire, pur nel rispetto dei tetti previsti dalla normativa, livelli retributivi non coerenti con gli indirizzi in proposito espressi dalle autorità di vigilanza che legano le remunerazioni ai risultati”. “Per quanto concerne i costi – viene aggiunto – si rileva, inoltre, che le spese legate alle consulenze esterne continuano ad incidere in maniera significativa, anche se spesso risultano del tutto superflue”.

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