Camusso: “bene Calenda su Ilva, si prosegua anche per Aferpi”

25/01/2013 Roma, Palalottomatica, "Conferenza di programma Cgil", nella foto Susanna Camusso

La segretaria generale della Cgil durante un convegno a Firenze ha espresso preoccupazione per la probabile mancata approvazione dello Ius Soli

“In queste ore abbiamo visto un’iniziativa del ministro Calenda che va esattamente nella direzione delle cose che abbiamo detto: abbiamo bisogno che i tavoli proseguano, e che non si fermino con i ricorsi”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, parlando con i giornalisti a proposito della situazione dell’Ilva di Taranto. “Vorremmo la stessa nettezza per quel che riguarda Aferpi – ha proseguito Camusso, a margine di un convegno sull’educazione linguistica democratica a Firenze – e ci vorrebbero scelte, ma per questo scontiamo anni e anni di governi che hanno predicato il fatto che non servono le politiche industriali e non si deve fare politiche industriali, e questo è uno dei tanti nodi che vengono al pettine. Invece ci vogliono scelte, ci vogliono scelte di difesa di industrie che ovviamente devono avere alti livelli di innovazione e di qualità”.

La segretaria generale della Cgil si è espressa anche su altri temi, tra cui lo Ius Soli. “Vediamo con preoccupazione il fatto che si annunci una possibilità, che però ancora non si concretizza: crediamo che sia un elemento di civiltà affrontare l’argomento e dargli soluzione”.

“Abbiamo detto – ha proseguito Camusso- con molta coerenza e costanza, anche perché siamo fra i promotori dell’iniziativa per la cittadinanza e per lo Ius Soli, che quello era un impegno che era stato assunto, che nella legislazione dovrebbe essere attuato”.

“Siamo di fronte alla conferma, da un lato che la nostra denuncia che le diseguaglianze stanno crescendo è documentata e dall’altro lato che il grande tema, il punto sulla diseguaglianza, è esattamente quello dei giovani”. Afferma sempre Camusso commentando i dati di oggi dell’Istat sulla povertà e sulle disuguaglianze dei redditi. “La questione è esattamente la priorità dei giovani, non intesa come strumentalizzazione al fine di fargli avere forme di precarietà, ma come invece tema di aumento dei salari, del reddito, così come quel dato sul rischio di esclusione, dato che riporta il tema dell’istruzione e dei titoli di studio”,  sottolineando che “quando il governo dice che questa è una legge di bilancio a fini sociali, in realtà non lo è perché non affronta il tema della creazione del lavoro, della certezza del lavoro per i giovani, delle regole che permettano di avere degli elementi di certezza dell’aumento del salario”.

“Continuiamo a non essere convinti che il tema sia quello degli incentivi”. Interpellata sull’appello del presidente del Cnel, Tiziano Treu, a rendere strutturali gli incentivi per gli avviamenti al lavoro a tempo indeterminato, ha risposto così. “Continuiamo a pensare che i 18 miliardi spesi nel triennio scorso – ha affermato Camusso- se fossero stati utilizzati per fare investimenti, avrebbero determinato risultati molto più significativi”.

“Si continua a insistere solo sul tema del costo del lavoro – ha aggiunto – non guardando invece un sistema fiscale che è assolutamente iniquo, non guardando i tassi di investimento che continuano a non crescere a partire da quelli pubblici. E’ una logica che si conferma, quella dei bonus, perché ci sono i bonus per i bebè e invece non si pensa che servirebbero asili nido e soluzioni strutturali, perché se no si continuerà ad avere la totale discontinuità del lavoro femminile”. Quindi, ha sottolineato la leader della Cgil, in questo caso il problema “è proprio nell’impostazione, che pensa di avere sempre un carattere emergenziale invece di affrontare i nodi strutturali del Paese, che sono quelli che determinano le grandi diseguaglianze che ci sono”.

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