Valigie con resti umani: irreperibile figlio coppia scomparsa, evase

valigie
Foto dei carabinieri

L’uomo risulta irreperibile dopo un’evasione dai domiciliari. Si tratta del figlio di una coppia di Castelfiorentino, scomparsa nel 2015 al centro delle indagini relative alle valigie con resti umani. L’impronta di un dito del cadavere dell’uomo i cui resti sono stati trovati, insieme a quelle di una donna, nelle valigie apparterrebbe a Shpetim Pasho, scomparso 5 anni fa.

È evaso dai domiciliari quattro anni fa il figlio della una coppia di persone albanesi scomparsa in Toscana nel 2015, che le ultime ricostruzioni fanno ritenere al momento essere l’uomo e la donna di cui sono stati trovati i resti umani dentro tre valigie tra la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e il carcere di Sollicciano.

Il figlio della coppia era in carcere per reati di droga poi, secondo quanto si apprende, venne messo ai domiciliari dalla fine di ottobre del 2016. Circa 15 giorni avvenne l’evasione dai domiciliari. L’uomo deve scontare ancora quattro anni di detenzione per condanne legate a reati di stupefacenti.

L’impronta di un dito del cadavere dell’uomo i cui resti sono stati trovati, insieme a quelle di una donna, nelle valigie abbandonate in un campo tra il carcere di Firenze e la superstrada Fi-Pi-Li, apparterrebbe a Shpetim Pasho, albanese, un uomo scomparso con la moglie nel 2015 in Toscana. E’ il risultato di una prima comparazione della Sezione impronte del Ris di Roma dei carabinieri, secondo cui tutti i punti rilevabili sull’impronta di un dito di un mano corrispondono alle impronte dattiloscopische di Shpetim Pasho

Le indagini relative alle valigie con resti umani, coordinate dal sostituto procuratore Ornella Galeotti e partite il 10 dicembre scorso dopo il primo macabro ritrovamento, sono condotte dai carabinieri del nucleo
investigativo di Firenze. Nella prima valigia, secondo quanto precisato in serata, è stato rinvenuto il busto di un uomo, nella seconda il bacino e una gamba risultati
appartenere al corpo di una donna. Nella terza, scoperta ieri, c’era invece il busto e un’altra gamba di donna. Mancherebbero quindi gli arti inferiori dell’uomo. Per la loro ricerca oggi i
carabinieri hanno impiegato anche due esemplari di pastore tedesco, cani molecolari arrivati dal nucleo cinofili di Bologna dell’Arma: gli accertamenti finora non hanno dato però esito.

Intanto stamani lungo la superstrada viene eseguita una ripulitura da sterpaglie, vegetazione spontanea, detriti, del terreno di pertinenza, per favorire ulteriori sopralluoghi. La pulizia interessa la striscia di terreno che non è curata, diversamente dai campi adiacenti, coltivati a orto e piantagioni seminative.

Le tre valigie sono state trovate lungo quella striscia, situata sotto la massicciata della carreggiata, quasi sicuramente perchè lanciate lì da bordo di un mezzo in transito sulla Fi-Pi-Li. Chi ha lanciato le valigie ha dovuto superare anche l’altezza, alcuni metri, delle barriere antirumore della superstrada.

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