Toscana, si faranno più tamponi per coronavirus

Coronavirus in Toscana
Foto di archivio

Firenze, cambiano le regole sui tamponi per il coronavirus in Toscana, il test infatti non verrà fatto più solamente chi ha avuto contatti stretti e prolungati con persone positive o a chi proviene da zone a rischio ed ha sintomi simil-influenzali o più impegnativi, come è stato finora, ma anche chi, sia pur in assenza di collegamenti con persone contagiate o frequenza di zone a rischio, presenti una situazione caratterizzata da un quadro respiratorio particolarmente compromesso con specifici valori alterati.

Lo stabilisce una nuova ordinanza, che ha effetti per 90 giorni, per maggior sicurezza negli ospedali, firmata dal presidente della Toscana Enrico Rossi in cui per effettuare i tamponi  “prevale il criterio clinico”.

Nello specifico per pazienti che “accedono ai Dea e presentano, quale criterio clinico, polmonite interstiziale con almeno uno dei seguenti fattori linfopenia, Ldh elevata, transaminasi elevata, Pcr elevata, anche in assenza di criterio epidemiologico, è prevista, comunque, l’esecuzione del tampone”.

Inoltre, si apprende sempre dall’ordinanza della Regione Toscana, che “per i pazienti che accedono ai Dea e presentano sintomi simil-influenzali senza compromissione delle condizioni generali e in assenza di criteri epidemiologici, si prevede il rientro al domicilio e l’utilizzo delle ordinarie procedure di assistenza”.

L’ordinanza ricorda, come già stabilito, che “a tutti i pazienti che accedono ai Dea ospedalieri con sintomi simi influenzali, senza compromissione delle condizioni generali e in presenza di criteri epidemiologici, verranno effettuato i tamponi e, dopo l’esecuzione del tampone, tali pazienti saranno inviati al proprio domicilio e sarà informato il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta che dovrà prenderlo in carico.

Se il tampone risulterà positivo saranno adottate le misure previste dall’ordinanza predetta (quarantena e sorveglianza attiva)”. Inoltre “per i pazienti che accedono ai Dea con sintomatologia più impegnativa e criteri epidemiologici, si procede all’esecuzione del tampone.

Nel caso il tampone dia esito positivo e il paziente non presenti polmonite grave con insufficienza respiratoria, febbre elevata e compromissione delle condizioni generali, il paziente salvo diversa valutazione clinica potrà essere inviato al proprio domicilio.

Saranno informati il medico di medicina generale o il pediatra” e “saranno adottate le misure previste dall’ordinanza predetta (quarantena e sorveglianza attiva)”.

La nuova ordinanza, riporta un comunicato della Regione, contiene anche misure che Rossi aveva anticipato in conferenza stampa due giorni fa: stop all’accesso nelle strutture ospedaliere per chiunque, paziente o visitatore, presenti sintomi simil-influenzali, limitazione dell’attività programmata in ospedale, riorganizzazione delle sale di attesa, sospensione fino a nuova indicazione di tutta l’attività chirurgica e ambulatoriale non legata a patologie che mettano a rischio immediato la vita del paziente, con esclusione, quindi, degli gli interventi oncologici in classe A e di alta specialità, non rinviabili a giudizio motivato del clinico e delle attività ambulatoriali urgenti e di quelle oncologiche, oltre a quelle individuate come indispensabili dallo specialista di riferimento.

Le attività ambulatoriali programmate a livello territoriale possono essere invece mantenute.

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Marco
Marco
1 anno fa

Firenze 09/03/2020 chiamato n. 1500 call center con 4 domandine idiote…. 118 gentili e disponibili ti rimandano allo 0555454777 … provato un giorno intero senza risposta!!!! SBANDO TOTALE