Toscana Pride: Corte Conti deposita esposto contro patrocinio concesso dalla Regione

Firenze
Gay pride 2011 à Toulouse

A darne notizia, in una nota, è Filippo Fiani, nella sua qualità di presidente dell’associazione Difesa dei valori Valdarno.

Un esposto è stato depositato alla procura della Corte dei Conti di Firenze contro il patrocinio concesso da Regione Toscana, Provincia di Arezzo e Comune di Terranuova Bracciolini al Toscana Pride del 16 giugno prossimo a Siena.
Il soggetto ricorrente chiede “di verificare – si legge nell’esposto – se tali patrocini consistenti in erogazioni di denaro pubblico per pubblicizzare e promuovere atti contrari alla legge” costituiscano o meno “un’ipotesi di responsabilità contabile per uso scorretto e indebito di denaro pubblico, con conseguente danno erariale”.
Secondo l’associazione la manifestazione promuove la poligamia, la ridefinizione di famiglia, l’adozione ai single e alle coppie omosessuali, il matrimonio egualitario, l’autoinseminazione per le donne single e l’utero in affitto, “e probabilmente la pedofilia – si afferma anche nell’esposto – quando ad un certo punto il manifesto parla di ‘promuovere le relazioni sessuali basate sul consenso'”.
Dal manifesto della manifestazione:

“Il Toscana Pride nasce dal coordinamento regionale delle associazioni e dai gruppi organizzati che operano nello spazio LGBTIQA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Intersessuali, Queer, Asessuali), al fine di promuoverne la piena cittadinanza. Rivendichiamo il ruolo di soggetto politico nel dialogo con le istituzioni e in merito alle politiche che incidono sulle nostre vite”.

“Il Toscana Pride è un progetto regionale e per questo motivo itinerante, che percorrerà le strade dei diritti, toccando anche le province e le differenti realtà geografiche della Toscana. Il 16 Giugno 2018 sarà Siena ad ospitare la parata finale. Immersa nel cuore della Toscana, questa città viene spesso identificata come “il sogno gotico”. Seppur all’interno di una cornice di paesaggi dal sapore antico, opere d’arte e cultura secolari, che sembrano immobili, il Toscana Pride offre l’opportunità per dimostrare come la città abbia invece lo sguardo rivolto al futuro. Dimostrando nei fatti come valori quali, la lotta ad ogni forma di discriminazione, siano patrimonio integrante della città. Un arcobaleno di colori, che si aggiungerà al colore rosso della terra di Siena”.

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Ditelo che Filippo Fiani è il faccendiere di Adinolfi che collabora con il gruppo anti-gay Manif Pour Tous Italia, affiliato con la CitizienGO (il proprietario è lo stesso). E ditelo che il testo non fa riferimenti alla pedofilia, motivo per cui il documento del fondamentalista merita una denuncia penale. E ricordate anche che Filippo Fiani è quell’uomo che difendeva i carabinieri di Firenze che hanno stuprato due ragazze, giusto per chiarire quali siano i “Valori” che dice di promuovere: donne ridotte in schiavitù che possano essere abusato da maschi che le sottomettono in nome di come ad Adinolfi piaccia dire che san Paolo ha sancito la’inferiorità della donna.