Due anni dopo la strage al cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze che costò la vita a cinque operai la Procura di Firenze ha chiuso le indagini. Gli indagati salgono ad otto. Lunedì la commemorazione delle vittime sul cantiere.
Due anni dopo la strage di via Mariti a Firenze, la Procura chiude le indagini. Era il 16 febbraio del 2024. Il crollo del cantiere per la costruzione dell’Esselunga causò la morte di cinque persone. La chiusura delle indagini porta ad otto gli indagati, allargando le contestazioni anche al ’general contractor, l’impresa Attività Edilizie Pavesi Srl, al suo legale rappresentante e a un ingegnere fiorentino responsabile dei collaudi per conto della proprietà. Adesso gli indagati possono farsi interrogare e presentare le loro memorie, poi arriveranno le richieste di rinvio a giudizio e inizierà il processo vero e proprio. I reati contestati sono omicidio colposo, lesioni, disastro doloso, violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il fulcro delle indagine riguarda la progettazione della trave che quella mattina di due anni fa crollò, e dunque un grave errore di calcolo sul peso che avrebbe dovuto sostenere. Tutte carenze figlie, secondo l’accusa, della scarsa capacità aziendale di portare a termine una commessa così importante e delle pressioni ricevute per colmare i ritardi di consegna. Bisognava fare in fretta, chiudere i cantieri e passare oltre. E invece, errori di calcolo e poi una scarsa armatura d’acciaio all’interno dell’elemento e del suo “dente” a supporto. L’area è tutt’ora sotto sequestro e tecnicamente resta in piedi il progetto del nuovo supermercato. Nonostante le numerose richieste da parte di residenti e cittadini di Firenze di farci altro, ad esempio un parco pubblico. Quanto meno per rispetto delle vittime. Vittime che saranno commemorate lunedì prossimo, al cantiere: Luigi Coclite, 60 anni, Mohamed Toukabri 54, Mohamed El Farhane, 24, Taoufik Haidar, 43, e Bouzekri Rahim, 56.