Sanità: Rossi e Saccardi, nuove linee indirizzo per liste d’attesa

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Nuove linee per liste d’attesa per le visite ambulatoriali al centro della delibera approvata in giunta su proposta dell’assessore alla salute, Stefania Saccardi. Presentata oggi in Palazzo Bastogi dal presidente Enrico Rossi e dall’assessore Saccardi con la presenza dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie.

I punti chiave della delibera per modificare le liste d’attesa portata in giunta dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi riguardano: agende di prenotazione rigorosamente elettroniche, e distinte tra primo contatto e follow up; rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dal Piano regionale governo liste di attesa e dal Piano nazionale; analisi della domanda e monitoraggio costante del rispetto dei tempi; possibilità per le aziende di acquisire dai professionisti prestazioni in regime di intramoenia per assicurare l’erogazione dell’attività clinica o diagnostica nei tempi previsti.

La delibera, che per il 2018 destina all’attuazione da parte delle aziende di tutte le azioni necessarie per ridurre i tempi di attesa la somma di 10 milioni (all’interno della quota di Fondo sanitario regionale indistinto), è stata presentata ai giornalisti stamani dal presidente Enrico Rossi e dall’assessore Stefania Saccardi, alla presenza dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie.

Dopo essere intervenuta (nel maggio scorso) per contenere i tempi di attesa per gli interventi chirurgici, la Regione prosegue su questa strada, e con questa nuova delibera affronta il tema delle liste di attesa per la specialistica e la diagnostica.

Il presidente Rossi ha commentato: “La Toscana è prima per i Livelli essenziali di assistenza e per qualità delle prestazioni, ma le liste di attesa sono un punto problematico della nostra sanità, che angustia ed è oggetto di critiche da parte dei cittadini. Questa delibera è importantissima, un intervento fondante per risolvere il problema delle liste di attesa per la specialistica e la diagnostica, e per questo ringrazio quanti ci hanno lavorato. Avremo liste di attesa trasparenti e tracciabili. Ci aspettiamo i primi risultati entro la fine dell’anno. Quando si muove una portaerei come la sanità, le manovre cominciano da lontano”.

L’assessore Saccardi ha aggiunto: “I dati sul nostro sistema sanitario presentati ieri ci dicono che il 50% degli indicatori sono migliorati. Nonostante questo, il tema delle liste di attesa esiste anche in Toscana, è un tema trasversale a tutte le regioni. Noi abbiamo scelto di affrontarlo in modo più deciso, per modificare la percezione che i cittadini hanno della nostra sanità. Siamo partiti già da tempo e abbiamo scelto una soluzione più complessa, ma che potesse avere risultati duraturi nel tempo. Abbiamo lavorato sull’organizzazione, prima per gli interventi chirurgici, ora per la specialistica e la diagnostica. Gli ambulatori saranno disponibili su 12 ore al giorno, e 6 ore il sabato. Abbiamo stabilito anche i livelli territoriali per le prestazioni: per le cose più semplici, il livello di distretto, per quelle più complicate anche il livello di area vasta”.

“Vogliamo che le registrazioni delle prenotazioni vengano fatte su supporti telematici  insieme con l’assessore Stefania Saccardi, e che chiede e che quindi siano tracciabili”, ha detto Rossi, che ha presentato le nuove linee”che si faccia un’intesa coi dipendenti della sanità: cioè, se non si riescono a rispettare le liste, allora si ricorra all’attività aggiuntiva. Vuol dire tenere aperti i nostri servizi, i nostri ospedali, i nostri ambulatori il pomeriggio o addirittura la sera, in qualche caso anche la sera inoltrata e poi il sabato”.

In questo modo, ha aggiunto il governatore, “vogliamo lavorare di più, pagando l’attività aggiuntiva dei dipendenti: vogliamo sviluppare nel pubblico la risposta alla domanda di prestazioni che ci viene dai cittadini”.

Anche in questo caso, come già per gli interventi chirurgici, la parola chiave è Gestione Operativa, una specifica funzione che dovrà essere attivata da tutte le aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie, e il cui compito principale dovrà essere quello di allineare alla domanda la capacità di erogare le prestazioni ambulatoriali, mediante l’analisi qualitativa e quantitativa della domanda stessa e la conseguente allocazione ottimale delle risorse. Per questo, è necessario un efficiente impiego delle risorse umane, tecnologiche e degli spazi fisici. E tutti i componenti della rete devono lavorare in sinergia, con una maggiore integrazione operativa che preveda uno stretto collegamento tra assistenza ospedaliera in regime di ricovero, assistenza specialistica e cure primarie.

Negli ultimi anni, sottolinea la delibera, le prestazioni ambulatoriali stanno assumendo un peso sempre più rilevante anche in ambito ospedaliero, sia per la ricerca di una sempre maggior appropriatezza, che per l’incremento di pazienti con patologie croniche. Si rende dunque necessaria una riorganizzazione complessiva delle modalità di erogazione delle cure ambulatoriali, che superi la frammentazione dei percorsi di diagnosi e di cura, assicurando modalità organizzative di presa in carico che garantiscano continuità nell’accesso alla rete dei servizi, integrazione e raccordo tra le diverse competenze professionali coinvolte.

Questi gli obiettivi di Rossi: “Per sette visite specialistiche bisogna garantire 15 giorni” in lista d’attesa perché “sono le visite più importanti, e poi 30, 60 giorni a seconda di una certa graduatoria per tutto il resto”.

 

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