Raid a Varsavia: c’è un video dell’aggressione ai giovani di Scandicci

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Fotogramma tratto dal video della polizia di Varsavia
Raid a Varsavia: c'è un video dell'aggressione ai giovani di Scandicci
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Raid a Varsavia: la polizia locale ha pubblicato un video dell’aggressione avvenuta tra venerdì e sabato scorsi ai danni di sette giovani fra i quali uno trasferito in gravi condizioni a Careggi nelle scorse ore. Le autorità hanno contestualmente lanciato un appello ai testimoni per raccogliere informazioni utili alle indagini. Lo rende noto La Nazione. Offese a sfondo razzista, possibili sospetti lanciati nei confronti degli hooligans della squadra locale, fra i commenti sui social.

“Chi ha visto parli con noi” è l’appello che la polizia di Varsavia ha pubblicato e diffuso nelle scorse ore insieme ad un video di una telecamera a circuito chiuso poco distante, che riprenderebbe gli attimi della brutale aggressione  nei confronti della comitiva di giovani italiani partita giovedì scorso da Scandicci per raggiungere degli amici. Intorno alle 4 di sabato mattina sarebbero stati presi alle spalle, aggrediti e picchiati a sangue mentre camminavano lungo il percorso pedonale nel pieno centro cittadino, da dei soggetti che nel video se pur di scarsa qualità e in bianco e nero si vedono andare via rapidamente.

I picchiatori indossavano delle noccoliere e avrebbero picchiato per lasciare segni profondi. Tre ragazzi italiani sono finiti in ospedale dopo l’aggressione. Il più grave ha fratture a uno zigomo e a un’orbita oculare. Un secondo ragazzo è stato in osservazione per una possibile emorragia interna all’addome dopo aver ricevuto calci in pancia, il terzo giovane di Scandicci ha riportato ferite più lievi e dopo una nottata in ospedale era stato dimesso.

In base a una prima ricostruzione della polizia polacca, i sette italiani sarebbero finiti al centro di uno scambio di persone. La gang che li ha malmenati era uscita alla ricerca di un altro gruppo di italiani, non è chiaro per quale motivo.

La caccia all’uomo e i commenti a sfondo razzista sui social, con riferimenti al colore più scuro della pelle e non solo danno conto di un clima che inquieta e preoccupa gli inquirenti che alla ricerca dei responsabili chiedono a chi ha visto di di contattare l’unità di polizia più vicina.

 

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