Ponte Vecchio: defibrillatore in tilt per caccia al tesoro virtuale; decine di chiamate al 118

ponte

La scatola salvavita di Ponte Vecchio è finita al centro di una caccia al tesoro virtuale. Scattate numerose chiamate al 118, tutte falsi allarmi.

Una pattuglia della Polizia Municipale ha effettuato un controllo sul defibrillatore del ponte e ha trovato un foglietto nascosto dentro un involucro nulla parte esterna dell’apparecchio. Sul pezzo di carta una serie di nomi, dei nicknames anonimi. Si tratta di un gioco per smarphones, detto geocaching, una caccia al tesoro virtuale dove chiunque partecipi può lasciare nascosto un geocache – così si definiscono gli indizi – e lasciare sull’applicazione indizi per trovarlo. Uno di questi ‘geocache’ era proprio l’involucro nascosto nel defibrillatore sul Ponte Vecchio, e nel cercarlo i giocatori aprivano la scatola facendo così partire una chiamata automatica di soccorso al 118.

I Vigili sono risaliti agli amministratori dell’applicazione, con sede a Seattle, e e li hanno quindi contattati per far rimuovere “l’indizio” che era stato nascosto sul ponte.
I gestori dell’applicazione si sono scusati, e giustificati, sostenendo di non essere loro a decidere dove i geocache  andranno a posizionarsi ma gli utenti che partecipano al gioco.

Ma vediamo nello specifico di casa si tratta:
Il geocaching è un modo di esplorare il territorio andando alla ricerca di luoghi tramite GPS o App specifiche. Il gioco parte dal web, dove si reperiscono informazioni e coordinate geografiche del punto da raggiungere, e continua in ambiente fino a scoprire la geocache, ovvero un piccolo contenitore con un diario che raccoglie la traccia emozionale di ogni passaggio.

Si tratta quindi di un’evoluzione tecnologica della caccia al tesoro che coniuga l’avventura della ricerca con il piacere della scoperta di nuovi luoghi.
Il requisito fondamentale del geocache è che contenga il registro visite da firmare, il logbook, che consiste nel vero obiettivo della ricerca.
Dopo il ritrovamento sia la geocache che il logbook vanno rimessi esattamente al loro posto in modo di permettere la stessa emozione della ricerca ai futuri visitatori; nel caso la geocache contenga alcuni altri oggetti o gadget essi possono essere presi a patto di lasciare qualcosa di pari valore al loro posto.

Attualmente in Italia sono pubblicate oltre 25.000 geocache distribuite in tutto il territorio.

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