Università, varato a Firenze il nuovo iter per gli accordi internazionali sensibili

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    Università, varato a Firenze il nuovo iter per gli accordi internazionali sensibili
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    Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione Unifi hanno approvato un nuovo iter procedurale per la stipula e il rinnovo degli accordi di collaborazione culturale e scientifica con Università estere.

    “Le decisioni adottate rispondono all’esigenza di rafforzare la tutela istituzionale
    dell’Ateneo nell’attuale contesto geopolitico internazionale, caratterizzato da crescente
    complessità e instabilità, assicurando al contempo procedure chiare ed efficienti”. Così la nota della Rettrice Unifi Alessandra Petrucci. L’Università degli studi di Firenze vara dunque il nuovo iter per le collaborazioni internazionali. Il pensiero vola subito ad Israele, Cina, Russia. In quest’ultimo caso resta la sospensione del rinnovo e della stipula di nuovi accordi con istituzioni di Bielorussia e Russia, in linea con le indicazioni della Commissione Europea. Per il resto l’Università ha stilato due elenchi di paesi, il primo a criticità alta, il secondo ad attenzione rafforzata. Nel primo elenco vediamo tra gli altri la Corea del Nord, l’Iran e Israele. Nel secondo la Cina, la Turchia e l’Ungheria. In entrambe i casi la proposta di accordo con istituzioni di questi paesi dovrà essere sottoposta all’esame preventivo della Commissione istruttoria o del Comitato etico per la ricerca e, ove ritenuto opportuno alla successiva approvazione del Senato Accademico, prima della negoziazione del testo con il partner e della delibera del Dipartimento proponente, indipendentemente dall’ambito disciplinare oggetto dell’accordo. Particolarmente critico il caso della Cina. Qui l’Università di Firenze pubblica una sorta di allerta. Sono infatti sette gli Istituti pubblici affiliati al Ministero dell’Industria e dell’Informazione Tecnologica cinese, con strette collaborazioni scientifiche e di ricerca legate all’industria della difesa e al ruolo delle forze armate della Cina.