Prato, maxi confisca per il Re delle ditte fantasma ed evasore seriale

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    Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato

    Il “Re delle ditte fantasma” è stato bloccato dopo approfondite indagini della Procura di Prato:  per l’evasore seriale – 27 anni di ditte apri e chiudi – è arrivata una maxi confisca e la sorveglianza speciale. Come per i membri della criminalità organizzata.

    Una storia che racconta un’evasione fiscale sistematica, durata oltre vent’anni, costruita pezzo dopo pezzo come un ingranaggio perfetto. Una storia che oggi segna un punto di svolta nella lotta ai reati economici. Protagonista è un imprenditore di 49 anni, originario della regione cinese dello Zhejiang: un evasore fiscale seriale. Per lui il Tribunale Misure di Prevenzione di Firenze ha disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Prato per tre anni e la confisca di beni per milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe gestito per anni una rete di aziende “apri e chiudi”: imprese intestate a prestanome, create, svuotate e fatte sparire appena iniziavano ad accumulare debiti con il fisco. Un meccanismo studiato nei dettagli, reso possibile anche grazie al supporto di consulenti compiacenti che avrebbero curato bilanci, pratiche e passaggi societari per nascondere la regia occulta dell’imprenditore.
    Il sistema era sempre lo stesso: società formalmente pulite, ma operative solo per brevi periodi, fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fiscali omesse e grandi quantità di denaro contante che alimentavano un mercato parallelo. In questo modo, l’imprenditore sarebbe riuscito a sottrarsi al pagamento di imposte per oltre quattro milioni di euro.
    Le indagini hanno anche portato alla confisca di due immobili — tra cui un fondo commerciale dal valore superiore al milione di euro — e di una società ritenuta uno schermo per reinvestire i profitti illeciti. Ma il dato più rilevante è un altro: è il primo caso in Toscana in cui un evasore fiscale viene considerato socialmente pericoloso al punto da subire misure di prevenzione personali e patrimoniali, strumenti solitamente riservati alla criminalità organizzata. Un segnale chiaro: l’evasione seriale non è solo un reato fiscale, ma un sistema che altera il mercato, danneggia le imprese oneste e sottrae risorse alla collettività.