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“Paradossalmente -dice il professor FRANCESCO FERRINI, docente di arboricoltura generale e coltivazioni arboree UNIFI- gli alberi sono collocati in città per mitigare gli effetti negativi dell’urbanizzazione – assorbimento di CO₂, intercettazione delle polveri sottili, ombreggiamento, riduzione del runoff, miglioramento del microclima – ma vengono inseriti in un sistema che ne compromette la fisiologia. La limitazione dello spazio radicale e la competizione con le infrastrutture sotterranee riducono la loro aspettativa di vita rispetto agli ambienti periurbani o forestali, con cicli di sostituzione più frequenti e costi di gestione più elevati”.
Lo abbiamo intervistato


