Firenze, tutti in piazza Tanucci per dire No all’apertura della sede di Vannacci

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    Firenze, tutti in piazza Tanucci per dire No all'apertura della sede di Vannacci
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    Un gruppo di cittadini fiorentini, residenti nel Quartiere 5, hanno deciso di organizzare una pranzo in piazza Tanucci per dire no all’apertura della prima sede italiana del movimento di Roberto Vannacci “Futuro Nazionale”.

    L’annuncio dell’apertura della prima sede in Italia del neo nato movimento di Roberto Vannacci “Futuro Nazionale” ha mobilitato una città già mobilitata fino a ieri per il Referendum. L’appuntamento è nel Quartiere 5, dove il suo presidente Filippo Ferrari ha già fatto sapere che “Vannacci non è benvenuto nel quartiere”. Vannacci apre bottega in via Corridoni, angolo piazza Tanucci, in quello che era il Bar Sofia, nel cuore del quartiere di Rifredi, storicamente piazza di sinistra e antifascista. Mille iniziative sono già in ponte. In primis un presidio antifascista di protesta. E poi ci sono i cittadini, i residenti che dicono No, dicono che non vogliono un nuovo vicino di casa che predica odio, razzismo, esclusione. Che espone in maniera tanto beffarda quanto volutamente ambigua simboli che richiamano alle pagine più deprecabili e buie della nostra storia. E allora hanno deciso di passare il sabato mattina nella loro piazza, quella che frequentano tutti i giorni. In piazza Tanucci dalle 10:00 del mattino di sabato i residenti si sono dati appuntamento. Daranno vita ad una mattinata di laboratori, giochi per bambini e incontri fino al pranzo a cui sono tutti invitati. “Siamo cittadini e cittadine che vivono, lavorano e animano ogni giorno la zona di piazza Tanucci. Apprendiamo con profonda amarezza e preoccupazione la notizia dell’apertura, proprio qui, della prima sede provinciale di ‘Futuro Nazionale’. In queste strade viviamo e cresciamo i nostri figli e non accettiamo che debbano essere immersi in una cultura improntata all’odio o che i nostri spazi diventino luoghi dai quali doverli tenere lontani per sicurezza o precauzione”.