Dopo oltre due settimane di proteste che hanno interessato quasi tutte le province del Paese, le autorita’ hanno provato a diffondere il messaggio che la situazione sia tornata “sotto controllo”, ma il blocco totale di Internet e delle comunicazioni telefoniche continua ininterrotto da giovedi’. E’ la prova che il regime ha bisogno ancora di mantenere il controllo sulle informazioni e di continuare col pugno di ferro: secondo l’Ong Iran Human Rights, i morti accertati finora sono almeno 648 morti ma diverse stime arrivano a parlare di migliaia di vittime. Inizialmente scatenate dalla crisi economica, le proteste si sono trasformate in una delle piu’ grandi sfide per il sistema teocratico che governa l’Iran dalla Rivoluzione islamica del 1979 che detronizzo’ lo scia’. Poche e drammatiche immagini di corpi a terra e cadaveri negli obitori, ma anche di forze di polizia che sparano direttamente al volto dei manifestanti, sono uscite in questi ultimi giorni grazie ad alcuni terminali Starlink presenti nel Paese.


