Al via Pitti Filati: la moda cerca nuove strade per sfuggire alla crisi

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    Al via Pitti Filati: la moda cerca nuove strade per sfuggire alla crisi
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    La moda che parla toscano e prova a rialzarsi va in scena a Pitti Filati, il salone dedicato ai filati per la maglieria. Un appuntamento chiave soprattutto per il tessile toscano e per il distretto di Prato, che arriva in un momento delicato per il settore ma anche con qualche segnale di ripresa. Numeri, mercati e prospettive in un comparto che prova a rialzarsi.

    FIRENZE Dopo la moda uomo, che coinvolge Firenze come vetrina soprattutto per i brand internazionali, è il momento di Pitti Filati: il salone dedicato alle collezioni di filati per la maglieria della primavera-estate 2027. Si tratta di un appuntamento strategico soprattutto per il settore moda toscano, che arriva in una fase complessa ma con segnali di possibile ripartenza. In fiera sono infatti presenti numerosi produttori toscani, in particolare dal distretto di Prato, che conferma un ruolo centrale: trenta le filature pratesi espositrici, una in più rispetto all’edizione dello scorso anno, affiancate da imprese dei servizi e dei comparti collegati.

    Il comparto dei filati per maglieria resta una delle eccellenze del tessile pratese, ma deve fare i conti con una congiuntura a dir poco difficile. Nel 2024 il settore ha registrato una contrazione del fatturato intorno al 5%, con 75 imprese attive e 1.800 addetti diretti. Anche i primi nove mesi del 2025 confermano un rallentamento: la produzione segna meno 2,6% e l’export in valore meno 7,6% rispetto all’anno precedente.

    L’apporto di una spinta fieristica internazionale, come pitti,  in questo senso, può essere fondamentale. L’export resta di fatti basilare per sperare in una nuova crescita, in un rimbalzo del segmento: in media vale il 40% del fatturato del comparto e supera il 50% per i filati destinati alla maglieria. La Germania è il primo mercato di sbocco, seguita da Romania, Portogallo e Francia. Crescono alcuni mercati dell’Europa occidentale, mentre rallentano quelli dell’Est e molti paesi extraeuropei, con poche eccezioni come Stati Uniti e Vietnam.

    Sul settore – spiegano i maggiori rappresentanti di filato pratesi – pesano ancora costi energetici elevati, l’aumento dei prezzi delle materie prime e consumi deboli. Tuttavia, il clima di fiducia delle imprese mostra timidi segnali di miglioramento. Pitti Filati diventa così non solo una vetrina creativa, ma anche un banco di prova economico per una filiera che prova a rialzarsi e a rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali.

    NLL’AUDIO IL SERVIZIO DI GIORGIO BERNARDINI