Esserci di nuovo: il Metastasio riapre con la danza

METASTASIO
FOTO DELLA CONFERENZA STAMPA IN VIDEO

Dopo oltre 400 giorni il teatro Metastasio di Prato torna ad abbracciare il proprio pubblico. Lo fa con ‘Esserci, di nuovo’, sei spettacoli dal 6 maggio al 20 giugno negli spazi di via Cairoli e del Fabbricone, ridisegnati in sicurezza con le vigenti normative anticovid. La ripartenza degli spettacoli al Metastasio ha rappresentato anche l’occasione per annunciare il cambio del direttore. A ottobre, dopo sei anni, lascerà Franco D’Ippolito. A prendere il suo posto sarà Massimiliano Civica.

Il Teatro Metastasio di Prato è pronto a “esserci, di nuovo” con sei spettacoli, cinque nuove produzioni e due ospitalità, che saranno allestiti dal 6 maggio al 20 giugno prossimi negli spazi del Met e del Fabbricone ridisegnati in sicurezza e bellezza da un gruppo di architetti già dallo scorso settembre.

da giovedì 6 a domenica 9 maggio – TEATRO METASTASIO

DON JUAN

creazione per sedici danzatori

coreografia Johan Inger

musiche Marc Álvarez

dramaturg Gregor Acuña-Pohl

produzione Teatro Metastasio di Prato, Aterballetto

16 danzatori di Aterballetto raccontano il mito paradigmatico di Don Juan nella coreografia di Johan Inger. Rielaborato a partire dalla commedia originale di Tirso de Molina, ma anche da Molière, Bertolt Brecht, dall’opera teatrale di Suzanne Lilar e vari altri testi, in un atto unico lo spettacolo illumina il percorso di solitudine del leggendario seduttore come in un Kammerspiel, dove la danza è lente d’ingrandimento emozionale di caratteri e sentimenti.

da martedì 11 a domenica 16 maggio – TEATRO FABBRICONE

LE NOZZE

GRUPPO DI LAVORO ARTISTICO

di Anton Čechov

regia Claudio Morganti

con Roberto Abbiati, Monica Demuru, Oscar De Summa, Ilaria Francesca Marchianò, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Arianna Pozzoli, Francesco Rotelli, Gianluca Stetur, Paola Tintinelli, Luca Zacchini

produzione Teatro Metastasio di Prato

Un lavoro grottesco attorno a Le nozze di Cechov, che nasce dall’unione tra la commedia e la farsa e si sviluppa come un ibrido, un eterogeneo incrocio tra le idee che ciascun degli attori avrà dello spettacolo che è chiamato a “fare”. Uno spettacolo con più di dieci teste: un mostro.

da giovedì 20 a domenica 23 maggio – TEATRO METASTASIO

DOMANI È UN ALTRO GIORNO

di Ron Hutchinson

traduzione di Virginia Acqua

regia Alessandro Averone

con Alessandro Averone, Caterina Gramaglia, Gabriele Sabatini, Antonio Tintis

produzione Teatro Metastasio di Prato

Domani è un altro giorno è una commedia che racconta quello che succede “dietro le quinte” di un processo creativo, l’esempio iperbolico di quanto sia stato folle dare vita all’opera cinematografica poi diventata la pellicola più famosa al mondo, Via col vento. Scritta dall’irlandese Ron Hutchinson, la commedia racconta di come il produttore hollywoodiano David O. Selznick, dopo due anni di lavoro e le prime cinque settimane di riprese, abbia bloccato il set del grande kolossal e di come la sceneggiatura del film sia stata riscritta da capo in soli cinque giorni e cinque notti da Ben Hecht, affermato e abile sceneggiatore, e Victor Fleming regista famoso e dall’ indiscussa solidità.

da giovedì 27 a domenica 30 maggio – TEATRO FABBRICONE

OTTANTANOVE

di Elvira Frosini e Daniele Timpano

con Marco Cavalcoli, Elvira Frosini, Daniele Timpano

produzione Teatro Metastasio di Prato

Cosa resta 230 anni dopo la Rivoluzione Francese che ha cambiato tutta l’Europa fondando il mondo in cui viviamo? Elvira Frosini e Daniele Timpano, affiancati per la prima volta in scena da Marco Cavalcoli, scandagliano simboli e retoriche dell’apparato culturale occidentale fino ad arrivare all’osso dei suoi miti fondativi. Passato e presente, storia francese e storia italiana, modernità e postmodernità si sovrappongono nella loro nuova tagliente scrittura mettendo in crisi le nostre vite “democratiche” e l’immaginario legato al concetto di rivoluzione.

da giovedì 3 a domenica 6 giugno – TEATRO METASTASIO

MISERICORDIA

scritto e diretto da Emma Dante

con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo

Misericordia è una favola contemporanea scritta e diretta da Emma Dante, il triste racconto della fragilità delle donne e della loro disperata e sconfinata solitudine. Esistono mondi in cui le donne sono condannate a lottare, se vogliono sopravvivere, a combattere con ogni possibile risorsa per emergere dal degrado e dallo squallore in cui la società pare averle relegate. È la storia di Anna, Nuzza e Bettina – che lavorano a maglia di giorno e si vendono la notte – e del povero orfano menomato che vive con loro.

da martedì 17 domenica 20 giugno – TEATRO FABBRICONE

LA GRANDE ABBUFFATA

dall’omonimo film di Marco Ferreri

drammaturgia Francesco Maria Asselta, Michele Sinisi

scenografie Federico Biancalani

con Stefano Braschi, Ninni Bruschetta, Gianni D’Addario, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Stefania Medri, Donato Paternoster, Adele Tirante

regia Michele Sinisi

produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Teatro Metastasio di Prato

In La grande abbuffata Michele Sinisi si confronta con un maestro del cinema italiano e con una delle sue opere più conturbanti. Fischiato al Festival di Cannes dalla critica per la sgradevolezza e la volgarità pornografica delle immagini, il film ebbe invece un incredibile successo di pubblico, inusuale se si considera la forza eversiva e antiborghese dei suoi contenuti. La storia di quattro amici che si rinchiudono in una villa decisi a suicidarsi mangiando e bevendo fino alla morte diventa potente allegoria di una società incentrata sul consumo, abituata a divorare tutto. Insieme al drammaturgo Francesco Maria Asselta, il regista opera una riscrittura del testo indagando sul rapporto fra un sistema tuttora votato all’abbuffata indiscriminata (di informazioni, di prodotti, di opinioni, di fatti senza soluzione di continuità) e il corpo come organismo in grado di riprendere possesso del presente tornando alla sua esistenza fisiologica.

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