Mer 24 Lug 2024

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Inizia l’anno accademico del Polo penitenziario dell’Università di Firenze

L’Ateneo di Firenze ha inaugurato l’anno accademico del Polo universitario penitenziario (Pup), i corsi più gettonati dagli iscritti sono studi Umanistici e della Formazione e di Giurisprudenza.

“Trasformare la detenzione in un’occasione per investire su stessi attraverso l’impegno nello studio universitario”. Questo l’augurio della rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci, lo ha rivolto proprio oggi agli studenti detenuti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico del Polo universitario Penitenziario presso la casa circondariale La Dogaia di Prato.

Attualmente sono 55 gli studenti iscritti all’università fiorentina, di cui 18 matricole. La maggior parte degli iscritti fa capo alla casa circondariale pratese, sono infatti 28. I corsi più gettonati sono gli studi Umanistici e di formazione, insieme a quelli di Giurisprudenza. L’impegno dell’Ateneo per il Pup si è sostanziato anche di recente attraverso la ristrutturazione delle due sale riservate agli studenti de La Dogaia di media e alta sicurezza, l’acquisto di nuovi computer, monitor e stampanti. L’ateneo mette inoltre a disposizione di chi si iscrive i testi e il materiale necessario per lo studio.

Durante l’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, la direttrice della cas circondariale Maria Isabella De Gennaro, l’assessore regionale alle politiche per le questioni carcerarie Serena Spinelli, e il provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise Pierpaolo D’Andria. Carmelo Cantone, già vice capo del Dap, ha tenuto una prolusione su “Il mondo penitenziario e il valore della ‘terza missione’ delle Università”.

Per Spinelli “è possibile studiare, laurearsi, e, su questa base, riprogettare la propria vita anche mentre si sta scontando una pena. E’ fondamentale garantire il diritto allo studio, anche a chi è detenuto o in esecuzione penale esterna. Per queste persone la prospettiva dello studio e della laurea è importante anche perché alimenta fortemente le possibilità di reinserimento sociale, aprendo nuove possibilità per il futuro. Per questo siamo fieri del Polo universitario penitenziario”.

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