Il direttore del British Institute di Firenze Simon Gammell introduce la proiezione di Peterloo

Martedì 9 aprile ore 21 evento speciale al Cinema Odeon di Firenze:  ospite in sala il nuovo direttore del British Institute di Firenze, Simon Gammell, che introdurrà la proiezione di “Peterloo” (versione originale con sottotitoli in italiano), il nuovo film di un grande maestro del cinema inglese, Mike Leigh, già presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Il film è il ritratto epico degli eventi legati ai fatti di Peterloo, quando nel 1819 un pacifico raduno pro-democrazia riunitosi presso St Peter’s Fields a Manchester si trasforma in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica. Una folla di oltre 60.000 persone radunate per richiedere riforme politiche e per protestare contro i crescenti livelli di povertà viene attaccata dalle forze governative. Molti manifestanti furono uccisi e centinaia rimasero feriti, dando vita a proteste in tutta la nazione, ma anche a nuove repressioni da parte del governo. I fatti di Peterloo rappresentano un momento fondamentale nella definizione della democrazia britannica e hanno giocato un ruolo importante anche nella fondazione del quotidiano “The Guardian”.

Tra gli ultimi esponenti, insieme all’amico e collega Ken Loach, del cinema inglese della working class, Leigh ritorna a cinque anni di distanza dal biopic “Turner” con un’epopea ambiziosa e imponente. L’ambizione del film si può intuire già dal suo tempo di gestazione, visto che Leigh racconta di aver iniziato a lavorarci già dal 2014. Una modalità di lavoro che lui stesso definisce “non convenzionale“, che è si sviluppata attraverso precisi passaggi, sintesi di più fattori: “documentazione, preparazione, creatività e immaginazione“. Alla prima fase, tutta personale, in cui ha raccolto discorsi e verbali del tempo (che in alcuni casi ha riportato interamente), sono seguiti sei mesi di preparazione con gli attori “per riuscire a creare i personaggi, sulla base degli elementi che ho selezionato per individuarli“. Con quegli stessi attori, che per lui devono essere sempre “intelligenti” (perché ce ne sono tanti “stupidi”, afferma scherzosamente, ma per fortuna “nessuno ha mai lavorato con me“), ha lavorato direttamente sul set in diverse sessioni di improvvisazione sui luoghi del film e proprio sulla base di queste “prove filmate, è stata scritta poi la sceneggiatura“. Da qui si è arrivati alle riprese effettive, durate 16 settimane, di cui 5 solo per la scena finale del massacro di Peterloo, per cui “è stato necessario fare un grande lavoro di creazione” e in cui “abbiamo subito concordato che non avremmo usato nessuna ripresa aerea”. Elemento fondamentale l’assunzione di una storica “che ha lavorato con le comparse del giorno del massacro, spiegandogli perfettamente il contesto in cui avrebbero dovuto agire, in modo tale che fossero tutti consapevoli dei loro ruoli”.

Proprio la resa dei differenti punti di vista, infatti, è alla base della sua opera ed aspetto che l’ha evidentemente preoccupato particolarmente: “Certo si poteva fare un film sul giorno della strage di Peterloo – ha raccontato il regista – ma avrebbe avuto scarso significato a mio modo di vedere. Se si vuol far coinvolgere lo spettatore, fargli comprendere tutte le dinamiche in atto che hanno portato a quel tragico evento, era necessario mostrargli tutti gli aspetti, per fargli capire questo capitolo della nostra storia”. La missione personale di Leigh, ci tiene a precisarlo, non è dare allo spettatore una soluzione, un messaggio fatto e finito, ma invitarlo a riflettere e trovare da solo delle soluzioni partendo dalle immagini mostrategli dal regista, come da “giusto ruolo di ciascun cineasta”.

Il film sarà in programmazione al Cinema Odeon fino a Sabato 13 Aprile ed è parte della terza stagione del British 100 Film Festival, che dal 2017 segna una rinnovata e sempre più stretta collaborazione tra l’Odeon e il British Institute: dopo le celebrazioni per il centenario del prestigioso istituto culturale, le due realtà hanno decisono di proseguire insieme il lavoro di promozione e diffusione del cinema britannico contemporaneo in lingua originale a Firenze.

 

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