“Ho molti amici in Toscana che vengono dall’Iran – ha spiegato Giani -, li vedo affranti: proprio ieri uno di loro mi parlava di impossibilità a mettersi in contatto con la madre, il fratello”
“Sono fra coloro che ritengono che l’Iran non ne poteva più di una dittatura teocratica come quella che, prima con Khomeini, ora con Khamenei, stavano portando avanti”, anche se “c’è questo aspetto chiaro di sofferenza, preoccupazione che ogni guerra porta con sé”. Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a margine della presentazione di un progetto di social housing.
“Ho molti amici in Toscana che vengono dall’Iran – ha spiegato Giani -, li vedo affranti: proprio ieri uno di loro mi parlava di impossibilità a mettersi in contatto con la madre, il fratello. C’è una comunità che, ad esempio, qui a Firenze, in Toscana, si presenta molto viva, molto desiderosa di essere vicina ai congiunti che hanno in Iran, un Paese di 120 milioni di abitanti, il doppio dell’Italia, e che ha visto i loro compatrioti qui a Firenze svolgere delle azioni importanti, spesso sono imprenditori, sono figure che si sono così ben inserite da sentirli parte di noi”.